|
Pagina 1 di 4

Alcuni passi fondamentali per lavorare in chroma key.
Il Chroma Key è un processo di elaborazione dell’immagine che si fonda su un principio di sottrazione del colore. Un processo che consente di creare la trasparenza in determinate aree di un’immagine, quelle che appartengono ad una specifica gamma di colori. In parole spicciole, il chroma key è quella tecnica che ci offre la possibilità di bucare un determinato colore – o una gamma di colori- per poterlo poi sostituire con un altro colore, con una immagine statica, con un video o con un’immagine virtuale.
Nella maggior parte dei casi il colore che si sceglie di “ bucare” è il blu, in questo caso si parla di bluescreen. La scelta verte principalmente su questo colore non a caso, ma in quanto il blu è la componente che contribuisce in minor misura al colore della pelle umana. Nulla impedisce però di creare un background verde – molto usato in cinema- si parlerà in questo caso di greenscreen, o rosso, ma in quest’ultimo caso se il soggetto che andremo a riprendere è una persona, l’elaborazione in post-produzione risulterà assai complessa, in quanto il rosso è una delle componenti del colore della pelle umana, rischieremo quindi di andare a bucare anche alcune zone del viso del soggetto. In linea di principio, ogni colore è adatto al chroma key. L’importante è che il colore scelto non sia presente, se non in percentuale minima, nel soggetto che andremo a riprendere. Quanto detto fino ad ora ci consente facilmente di capire che una delle regole base della elaborazione in bluescreen è quella che il soggetto della nostra ripresa non dovrà avere, ad es. nulla di blu addosso, altrimenti anche questa area verrà bucata. Chiaro dunque che per ottenere un buon bluescreen, il primo passo da compiere dovrà essere quello di creare un perfetto background di colore blu puro.

L’elaborazione del background è un processo al quale bisogna riservare la giusta attenzione. La sua creazione non necessita di mezzi sofisticati e complessi, serve solo un po’ di attenzione. La parola chiave per l’elaborazione del background è una sola: uniformità. Uniformità nel colore e uniformità nell’illuminazione, questi i due principi fondamentali che dobbiamo tenere a mente. Esistono oggi in commercio molte soluzioni “già pronte“ per l’elaborazione del background, da pannelli ripieghevoli precostituiti e molto agevoli, a vernici, nastri e tessuti. Si tratta però di materiale molto costoso. Frequentemente per realizzare il fondo vengono utilizzati pesanti teli di stoffa, ancorati alle estremità ad assi di legno o metallo, onde evitare la possibilità che si formino spiacevoli pieghettature nel tessuto. Si tratta certamente di una soluzione comoda, i teli si trasportano bene e possiamo all’occorrenza disporli dove e come crediamo. È questa però una soluzione che sarebbe meglio evitare se ci si trova alle prime armi, i teli sono difficili da tendere perfettamente, formano sempre piccole pieghe, e creare una illuminazione uniforme può risultare difficile a chi non ha ancora sufficiente dimestichezza. Molto meglio, e molto più economico, anche se meno “comodo”, utilizzare pannelli di legno o compensato verniciati. In commercio sono disponibili numerose vernici a questo scopo e non è necessario andare a ricercare quelle professionali, queste hanno dei costi spropositati, possiamo invece arrangiarci andando in un qualunque colorificio e comprando una buona vernice color blu puro, possibilmente ad acqua, e certamente non lucida, questo provocherebbe grossi problemi per via dei riflessi che si possono generare. Ovvio che i pannelli, a differenza dei teli, non ci permetteranno alcun tipo di retroilluminazione, ma di questo noi che siamo alle prime armi non dobbiamo preoccuparci più di tanto, accontentiamoci di quello che abbiamo e consideriamo questa mancanza come “ un problema in meno da dover affrontare.”
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 Pross. > Fine >> |