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di Triglia   
domenica 29 ottobre 2006

Creati i pannelli, o disposti i teli, il secondo passo da compiere sarà quello di posizionare le luci. È vivamente sconsigliabile creare un set all’aperto illuminato dalla luce solare, questo non semplicemente perché la luce del sole muta, con il passare del tempo la sua direzione e la sua intensità, ma principalmente perché una delle regole fondamentali per lavorare in bluescreen è che fondale e soggetto abbiano 2 diversi tipi di illuminazione. Cosa che chiaramente, all’aperto, è molto difficile da realizzare. Non sempre però possiamo disporre di un luogo adeguato al chiuso, e questo ad esempio nel caso in cui la nostra scena si debba sviluppare in un’area molto vasta, o se non disponiamo del set di luci adeguato, allora potremo anche arrangiarci all’aperto, tenendo però bene a mente che in post-produzione ci verrà un diavolo per capello, e che tutto il tempo e la fatica che credevamo di aver risparmiato in fase di ripresa diventeranno tempo e fatica moltiplicati per quattro in fase di montaggio. Il bluescreen, infatti, è una tecnica che necessita di progettazione e pianificazione, se non siete abbastanza esperti non andate a braccio, convinti che poi in post-produzione sistemerete gli errori, rischiate solo di perdere molto più tempo del previsto e di ottenere un risultato per nulla soddisfacente. Creato il nostro fondale, dobbiamo adesso preoccuparci della sua illuminazione. È questa una fase delicata. Possiamo farlo in molti modi diversi, l’unica cosa alla quale dobbiamo stare attenti è l’uniformità dell’illuminazione, non solo dobbiamo evitare che ci siano zone di ombra, ma dobbiamo stare anche bene attenti che la quantità di luce che colpisce il nostro fondo sia la medesima in ogni sezione di esso. La luce deve essere diffusa e uniforme. Fatto questo, passiamo poi a posizionare il nostro soggetto, prestando attenzione al fatto di non collocarlo troppo a ridosso del fondale, proprio per non rischiare che la sua ombra si proietti su esso. Grande attenzione dobbiamo riservare all’illuminazione del soggetto, ricordando che le luci che proiettiamo su questo non dovranno andare in nessun caso ad interferire con il fondale. Ottimo sarebbe anche riuscire a creare un lieve controluce, in modo tale da permettere al soggetto di stagliarsi con maggior forza dal fondo, questo piccolo accorgimento ci aiuterà molto in post-produzione. A questo punto siamo pronti per il rec. Ma di questo non ci occupiamo adesso. Quello che a noi ora interessa è cercare di capire come possiamo elaborare il nostro girato con i software che abbiamo a disposizione.