|
Pagina 1 di 2
Introduzione
E’ curioso vedere come nell’era del digitale e del video perfetto, liscio e levigato, siano sempre più richiesti effetti/difetti che un tempo erano il flagello dei cineasti e dei proiezionisti: ovvero pellicola graffiata, macchiata, bruciata, sovraesposta o solarizzata. Basta però vedere qualche videoclip musicale o qualche sequenza di un telefilm per notare che questi effetti trovano la loro giusta collocazione, in special modo la sovraesposizione/solarizzazione. Ricorda un po’ quello che è accaduto anni fa con l’abbandono del vinile da parte del mercato e con il campionamento dei “pops” dei vecchi dischi applicati poi alle nuove canzoni che risiedevano nei CD audio.
E’ proprio alla sovraesposizione ed alla solarizzazione che si ispira il nostro effetto denominato Film Burn che andremo a ricreare con l’ausilio di After Effects.
Scegliere la sequenza giusta
Quello che ci preme dire prima di tutto è che degli effetti non ne va mai abusato, non vanno utilizzati come addobbo. Tutto deve avere un senso ed una giusta disposizione in un film o video, il nostro scopo deve essere sempre quello di raccontare una storia per immagini, la potenza visiva e narrativa di un perfetto montaggio non ha paragoni con nessun effetto grafico aggiunto, può anzi venire talvolta privata di significato da effetti e transizioni buttate giù senza cognizione. Quindi il consiglio è sempre quello che se non si sa quale effetto applicare, forse è arrivato il momento di non applicarne nessuno.
Diviene perciò importante scegliere la sequenza giusta dove collocare il nostro effetto Film Burn che vedremo bene in azione più avanti alla fine di questo articolo, dove diverrà chiaro quanto scritto in questo paragrafo preliminare. Basta vedere di tanto in tanto videoclips musicali oppure serials TV per rendersi conto che l’effetto Film Burn è molto utilizzato, spesso anche solo come semplice transizione. Le sequenze più adatte in genere riguardano parti senza audio ma solo con un commento musicale, sequenze in slow motion o dall’altro estremo sequenze concitate riprese con otturatore veloce. Il tema, a meno che non sia un video clip musicale, è quasi sempre la narrazione di azioni che servono da raccordo alla storia che si sta raccontando, azioni che non hanno bisogno di dialogo ma auto-espletano con le sole immagini la loro funzione narrativa all’interno dell’opera. Detta così sembra difficile la scelta giusta ma siamo sicuri che iniziando a notare la presenza di tale effetto nei video che ci capiterà di vedere, tutto risulterà più chiaro. Il video che abbiamo utilizzato per questo tutorial ne è appunto un esempio.
Un custom effect per After Effects
Esistono decine di plugins che potrebbero fare al caso nostro, noi preferiamo utilizzare la sola “forza bruta” di After Effects per raggiungere lo scopo che ci siamo prefissi. Questo avrà come ricaduta quella di imparare nuove funzioni e di familiarizzare ancora una volta con le expressions, un potentissimo strumento di automazione delle animazioni che After Effects ci mette a disposizione e che ad ogni release acquista nuove funzionalità. Non è necessario essere dei programmatori esperti per utilizzare le expressions, siamo convinti che una discreta conoscenza matematica possa essere sufficiente allo scopo, per compiti banali neanche questa è richiesta. Rimane sottinteso che una conoscenza dei linguaggi di programmazione ed in particolare il JavaScript 1.2 (diretto discendente dei linguaggi C e C++) sia d’aiuto per chi volesse intraprenderne lo studio in maniera approfondita.
Tramite gli effetti presenti di default nella versione After Effects 7 Professional e superiori possiamo costruire il nostro effetto personalizzato, isolando i parametri che ci interessano e legandoli tramite gli strumenti presenti nella sezione Expression Controls, richiamabile nella finestra “Effects & Presets” o raggiungibile da menu Effect > Expression Controls. Per ulteriori dettagli riguardo a questi strumenti vi rimandiamo all’help online del programma ed ai nostri articoli dedicati all’argomento.

In questo tutorial ci occuperemo di due strumenti in particolare: lo Slider Control e il Checkbox Control. Il risultato che otterremo una volta compilato il nostro custom effect è mostrato di seguito.

La funzione dei parametri, una volta applicato il custom effect al filmato, è la seguente:
Flash Frames: numero di fotogrammi dell’effetto principale di “bruciatura”.
Flash Value: forza di intervento del bagliore di “bruciatura”.
Fractal Opacity: opacità della maschera frattale che rafforza e sbianca l’effetto principale.
Fractal Influence: abilitazione della maschera frattale.
Flickering Amount: valore del flickering misurato in stop di esposizione.
Flickering Frequency: frequenza del flickering misurata in Hz (numero di volte al secondo).
Il custom effect Film Burn è composto da due effetti in realtà: un effetto principale che genera dei flash simulando la sovraesposizione della pellicola e l’esposizione della stessa alla luce prima dello sviluppo, un effetto secondario che genera un flickering (sfarfallio) regolabile in frazioni di stop di esposizione e in frequenza. L’effetto principale utilizza i keyframes che applicheremo al parametro “Flash Frames”. In pratica ad ogni keyframe applicato corrisponderà un flash di bruciatura che durerà tanti frames quanti sono quelli impostati al momento nel parametro “Flash Frames” stesso.
Nota: ricordiamo che una volta abilitati i keyframes tramite lo Stopwatch accanto al parametro, l’aggiunta degli stessi può avvenire o in automatico modificando in valore del parametro stesso, oppure premendo in simbolo romboidale presente in timeline:

Tutti i parametri del custom effect Film Burn utilizzano lo “Slider Control”, tranne il “Fractal Influence” che invece utilizza il “Checkbox Control”. Lo strumento “Slider Control” possiede le seguenti caratteristiche (nell’esempio sotto il parametro Flash Frames):

la finestra mostrata sopra si raggiunge facendo click col tasto destro sul valore numerico di colore arancio dello “Slider Control” e selezionando “Edit Value”. Il range dello Slider Control è settabile nei due campi “Slider Range” che conterranno il valore minimo e massimo utilizzabile dallo slider grafico, il campo “Value” conterrà il valore preimpostato ma modificabile. Notiamo inoltre due valori non modificabili: il “Minimun value” ed il Maximun value”. Di default per uno “Slider Control” tali valori vanno da -1000000 a +1000000, nel nostro custom effect abbiamo limitato il campo ai soli valori che riteniamo abbiano significato, nel caso specifico del parametro “Flash Frames” da 1 a 100 fotogrammi.
Tutti i parametri presenti nel custom effect sono legati agli altri tre effetti presenti tramite expressions. I tre effetti ai quali ci appoggeremo per ottenere il nostro Film Burn sono:
Fractal Influence
(nome originario di AE: Fractal Noise)

Flashing Exposure
(nome originario di AE: Exposure)

Flickering Exposure
(nome originario di AE: Exposure)

<< Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >> |