Francesca Storai, Matteo Zanobini, Dario Brunori
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Un mondo fantastico. In un quadro di malinconica bellezza, atmosfere candide si mescolano ad improbabili cieli di carta e umide strade di gomma. Scorci cittadini aprono a panorami e paesaggi immaginari in cui i movimenti della natura sono rivisti in nuove forme e dimensioni. I Blume ci conducono in un universo magico e sognante, accessibile solo a chi voglia curiosare con occhi di bambino. Dai tetti di case-balocco, la casa blumosa si accende. Una miscela di poesia e finta realtà che vive nella sua magica scatolina fra teatrini finto liberty e minuscole giostre luminose. Bamboline che ballano, corrono e dondolano sulle note di “Piove piano”, un testo intimista, un sussurro femmineo in cui impasti riverberosi di elettronica-balocca oscillano tra esplosioni rumorose e sottili abbandoni in una soave melodia avvolgente e sperimentazione di stampo pop. Giocattoli reali dalle dimensioni alterate, proiezioni di oggetti esistenti sapientemente elaborati, si alternano a giocattoli interamente creati dalla fantasia e dai desideri di bambini già grandi. Una ragnatela sonora si espande e sbriluccica tra boschi di lustrini ed elettroniche gentili, in cui la voce di Fra scivola come gocce di pioggia su un vetro, accompagnata dall’attento e delicato sguardo sonoro di Matteo e Dario. Bianche nuvole danzanti si rincorrono in un gioco di luci, colori ed ombre. I Blume si muovono come presenze evanescenti in luoghi non riconducibili alla realtà immanente. Fragili presenze che sembra vogliano sparire da un momento all’ altro. …sei mai riuscito davvero a descrivere un sogno?
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