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Esistono due configurazioni possibili di Axio:
1. AXIO SD: consente l’editing in standard definition, in HDV ed in DVC Pro HD;
2. AXIO HD: per l’alta definizione vera fino al formato Cinealta Sony 1920x1080 24P 10 bit non compresso.
Entrambe le soluzioni sono studiate per risolvere le esigenze in ambito broadcast e post-produzione professionale. L’upgrade dalla SD alla HD avviene semplicemente acquistando e collegando il breakout box HD. Questo fa capire che sostanzialmente le due proposte si differenziano solamente per il tipo di sorgente che viene utilizzato per il progetto ma la macchina rimane sostanzialmente la stessa. E’ anche vero che se dobbiamo lavorare con video HD non compresso il flusso dati è talmente alto che la soluzione AXIO HD esige storage con hard disk e controller molto performanti (vedi sopra Workstation 1): pensate ad esempio che per due tracce video alta definizione con effetti e audio 7.1, stiamo parlando di un transfer rate intorno ai 400 MByte costante al secondo!



Tralasciando le caratteristiche prettamente tecniche per le quali vi rimando alle schede in allegato oltre che sul sito http://www.matrox.com/video/it/products/axio/home.cfm , gli aspetti che mi hanno colpito sono diversi: in primis la vasta quantità di formati supportati e la possibilità di gestire codec diversi sulla medesima timeline. Pensate che già nella configurazione SD grazie ai nuovi driver 1.5, possiamo acquisire dal breakout box e lavorare con video SD non compresso (da Betacam analogico o digital Betacam), DV, HDV, DCVPRO HD contemporaneamente. Ma a meno dell’acquisizione (sarebbe necessario il breakuot HD) e delle performance dello storage, potremmo gestire anche HD non compresso.
Altro fattore significativo, soprattutto per chi è abituato a lavorare con i tools Matrox della RT.X100 (o di DigiSuite), riguarda l’integrazione completa degli effects di Axio nel controllo effetti di Premiere Pro. I nuovi effetti Matrox Axio sembrano usciti direttamente da casa Adobe. Questo si traduce in termini pratici in una maggiore familiarità dell’interfaccia (chiaramente grazie anche alla collaborazione di Adobe con Matrox) ed al supporto quasi indispensabile dell’UNDO perfettamente funzionante; si nota infatti che con Axio le modifiche operate con i tools Matrox lasciano il segno nella finestra della cronologia delle operazioni di Premiere Pro.
Nuovo importante elemento sul quale mi soffermo e che renderà sicuramente felici gli utilizzatori di Premiere Pro, è la possibilità di operare con “color correction di secondo livello” (correzione colore applicata ad una sola parte, precedentemente selezionata, dell’immagine) ad elevatissima qualità. Questo da l’opportunità di gestire una prima correzione colore uniforme su tutta la clip e, sempre sulla stessa traccia, gestire una seconda correzione selettiva (gli incarnati, il cielo, un prato, etc…) che agisce anch’essa su ogni valore possibile di correzione colore (luminanza, bilanciamento, HSB); se per esempio volessimo sistemare un errato bilanciamento del bianco e contemporaneamente dare un effetto glow alle sole zone luminose lo potremmo ottenere applicando due color correction: una all’intera traccia ed una seconda alle sole zone luminose, il tutto in real-time lavorando, tramite Axio, sui segnali video a 10 bit.


Sicuramente l’accento sul quale puntano Matrox, Pegasoft e l’amico Marco Gianstefani (Adobe Certified Expert, e software specialist Pegasoft) è il passaggio da una scheda hardware per processare gli effetti sulla timeline. L’esempio propostoci da Gianstefani di una correzione molto spinta fatta attraverso i tools Matrox ed una fatta attraverso gli effetti originari di Premiere ha evidenziato, oltre ad un tempo di rendering totalmente diverso (ovvero il realtime Axio senza rendering contro diversi minuti di rendering per pochi frame di video del solo software), una qualità dell’immagine estremamente superiore, oggettivamente immutata rispetto al filmato originale usando gli effetti Matrox via hardware, mentre evidentemente “degradava” con effetti software.
L’hardware Axio non aggiunge mai (perché processa il segnale, e non dei valori di bit in RGB) artefizi o rumore in ogni tipo di operazione che esegue in hardware.
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