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After Effects CS3 Beta | Prima parte Translate in English Stampa E-mail
di Paperinik & VO5850   
martedì 24 aprile 2007


 

A pochi giorni dal rilascio ufficiale delle public beta della nuova suite CS3 per quanto riguarda la sezione video editing e compositing, analizziamo le novità e gli aggiornamenti che sono stati introdotti in questa massiccia nuova release che investe tutto il parco software di casa Adobe. Iniziamo con After Effects CS3 Professional.



 

Puppet Tool
L’impressione che si ha la prima volta che si seleziona e si utilizza questo strumento è quella del classico tool messo lì a luccicare tanto per attirare l’attenzione dell’utente alle prime armi. In realtà il Puppet Tool si rivela da subito uno strumento potentissimo capace di deformazioni molto complesse con pochissimo sforzo. E’ in pratica un mesh warp a nodi particolarmente indicato per l’animazione di figure stilizzate ma nulla vieta che venga utilizzato con successo anche per effetti di morphing. Lo strumento consta di tre tools distinti: "Puppet Pin" utilizzato per il piazzamento ed il successivo movimento dei nodi, il "Puppet Overlap" utilizzato per determinare la sovrapposizione o meno delle parti deformate ed il "Puppet Starch" che, come dice la parola stessa che significa "amido", ed è utilizzato per irrigidire zone che vogliamo non seguano alcuna deformazione.

 

 

Come parametri possiamo scegliere di visualizzare la mesh grid spuntando la casella "Mesh" nella toolbar, impostare l’espansione di tale mesh grid tramite "Expansion" e definirne il numero di triangoli che la compongono col parametro "Triangles", se aumentiamo tale parametro aumenteremo la precisione della deformazione ed aumenterà di conseguenza il tempo di rendering necessario al completamento dell’animazione.

 

 

Il lavoro di deformazione con questo tool diventa banale, appena attivati dei nodi nella timeline li ritroveremo all’interno dei gruppi "Deform", "Ovelap" e "Stiffness" divisi per tipologia e con i keyframes sulla "Position" attivati, basterà muovere il cursore nella timeline, spostare i nodi che ci interessano per vedere immediatamente l’animazione prendere vita, molto semplice ed intuitivo. Un’ultima caratteristica interessante è la possibilità di registrare letteralmente dal vivo un’animazione, come quando si utilizza il classico Motion Sketch di AE, è sufficiente puntare con il "Puppet Pin" tool su di un nodo, premere il tasto CTRL per vedere apparire un’icona raffigurante un orologio, a questo punto spostando a piacimento col mouse il pin selezionato i movimenti verranno registrati e memorizzati in una serie di keyframes. Insomma, uno strumento che merita di essere sfruttato e che troverà numerose applicazioni, come dicevamo, anche fuori dalla sfera di quelle previste dai progettisti Adobe.

Brainstorm
Negli ambienti creativi, come ad esempio quello pubblicitario, è molto utilizzata una tecnica per la ricerca di nuove idee e nuovi spunti, tale tecnica è detta "Brainstorming", letteralmente "tempesta cerebrale", e consiste nel tirare fuori idee in modalità random, talvolta strampalate, ma che possono rivelarsi azzeccate in alcune situazioni. E’ proprio questo lo scopo che si sono prefissi i progettisti Adobe quando hanno creato questo strumento nuovo di zecca denominato Brainstorm. Questo tool permette di creare una sequela di motivi diversi di un determinato effetto, partendo dalla selezione dei parametri che intendiamo randomizzare. E’ come gettare in un grande calderone una serie di ritagli per poi ripescarli e comporre un nuovo mosaico ogni volta. In pratica è un’automazione del processo che spesso e volentieri ci si trova ad eseguire quando si ricerca un nuovo stile in particolare con effetti quali il Fractal Noise o il Cell Pattern.

 

 

L’utilizzo è semplice: basta selezionare l’effetto, il gruppo di effetti o i singoli parametri che si vogliono variare, premere l’apposita icona presente in timeline per aprire la finestra contenente 8 varianti dell’effetto (sono presenti 9 schermate ma la prima in alto a sinistra è la composizione di partenza). Verranno proposte delle variazioni sul tema, come farebbe un creativo che sperimenta soluzioni random per trovare quella che più gli piace. Ogni volta che si preme il tasto "Brainstorm" verranno generate altre 8 variazioni. La profondità dell’intervento dell’algoritmo random è controllata dal parametro "Randomness" che, se aumentato, aumenterà anche la profondità d’intervento del "Brainstorm" Se abbiamo inserito in precedenza dei keyframes che animavano il nostro effetto, possiamo adesso vedere il risultato dinamico premendo il tasto "Play" presente nella stessa finestra. E’ possibile spostarsi attraverso le variazioni generate utilizzando i due tasti freccia ai lati del tasto "Brainstorm".

 

 

Una volta che ci si posiziona con il mouse sopra una variazione appaiono 4 icone la cui funzione è, da sinistra verso destra: espandere sull’intera finestra la variazione selezionata, salvarla come nuova composizione evitando di alterare quella esistente, applicarla alla composizione corrente, mantenere lo stile della variazione selezionata anche premendo di nuovo il tasto "Brainstorm". Come dicevamo all’inizio del paragrafo, si possono selezionare gli effetti da sottoporre al Brainstorm ma si può anche selezionare solo una parte dei parametri dell’effetto da dare in pasto all’algoritmo. Le variazioni generate in questo caso interesseranno esclusivamente questi parametri. Il Brainstorm si rivela anch’esso uno strumento potente, utile quando si debba generare velocemente della grafica tipo backgrounds o textures. Una cosa molto interessante a nostro avviso è la possibilità di esplorare i parametri della grafica generata con questo sistema in modo da imparare a gestirli e personalizzarli a seconda dell’esigenza. Caricare una certa variazione e studiarsela può essere molto istruttivo.