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David Koepp - Fabbricante di emozioni Translate in English
di Marcopac   
martedì 17 giugno 2008

 

 

David Koepp, americano del Wisconsin, classe 1963, un talento eclettico in grado di firmare lavori diversissimi come concezione ma tutti di successo. La sua firma è il trait d'union di titoli come Carlito's way, Cattive compagnie, La morte ti fa bella, Jurassic Park, Mission: Impossible, Panic room, Spider-man.

De Palma e Spielberg lo ingaggiano spesso. E' una sicurezza, un vero re Mida della parola scritta, e lo testimoniano gli incassi delle produzioni che beneficiano della sua firma.
Ma è davvero così bravo?

 


 

 
In realtà, sì. Basta guardare da vicino i suoi lavori per capire quanta classe c'è in questo solidissimo mestierante del cinema americano.

Il suo primo lavoro firmato, Apartment zero (id., 1988), non è una pietra miliare della storia del cinema, ma è un thriller, un genere perfetto per affilare le lame di uno sceneggiatore. Tenere alta la suspence non è un lavoro alla portata di tutti, serve tanto mestiere e un pizzico d'inventiva per dare alla storia la giusta dose di imprevedibilità. Koepp firma anche la produzione di questo film indipendente, che costituisce la sua prima vera e propria esperienza professionale.



Con il suo secondo lavoro Koepp mette in mostra  le stimmate del fuoriclasse. Una pellicola a basso budget, Cattive compagnie (Bad influence, 1990), si segnala immediatamente come il caso dell'anno. Rob Lowe è la cattiva compagnia che tenta di corrompere il giovane rampante e perbene James Spader.
A quei tempi, Lowe, Spader e il regista Curtis Hanson erano pressochè sconosciuti, ma il film funziona benissimo e raccoglie premi di pubblico e critica (tra gli altri, vince come miglior film al Mystfest di Cattolica), e molto è dovuto alla trama nera e tesissima di Koepp. I personaggi sono certamente sopra le righe, e come in ogni thriller che si rispetti ci sono dei momenti in cui l'incoerenza è palese, ma sono piccoli difetti che vengono accantonati dallo spettatore trovatosi ad assistere a questa discesa negli inferi, con faticosa risalita, del protagonista James Spader, con un robusto colpo di scena finale che rovescia l'equazione forte cacciatore / debole preda formulata dal suo torbido antagonista Rob Lowe.


 

Il lavoro successivo Toy soldiers (id., 1991) è minore e noto solo agli appassionati. Ma è col successivo La morte ti fa bella (Death becomes her, 1992) che Koepp compie il definitivo salto di qualità. Anche se la pellicola è soprattutto un esercizio utile a Zemeckis per giocare con effetti allora all'avanguardia e vincere per questo un Oscar, lo script di Koepp permette alle attrici, una grandissima Streep e un'altrettanto brava Goldie Hawn, di sfogare tutto il loro talento.
L'anno successivo (1993) Koepp scrive due film assolutamente inconciliabili tra loro, ed egualmente due grandi successi. Escono infatti Jurassic Park (id., 1993) e Carlito's way (id., 1993).  Tanto leggero, frenetico, infantile il primo quando grandioso, monumentale ed epico il secondo.
Jurassic Park dovrebbe essere stato il lavoro più semplice, in quanto il romanzo di Chrichton era già perfetto per un film di Spielberg: "è per questo che l'hai scritto, perchè io potessi farne un film", così disse il regista al romanziere. Koepp ha il merito di trarre il meglio dalla storia, plasmando nel modo migliore il personaggio di Hammond, piuttosto diverso da quello del romanzo, tratteggiandolo più tenero e totalmente privo di cattiveria, facendone quindi un personaggio tipicamente "alla Spielberg". Il film funziona alla grande, battendo ovviamente ogni record d'incassi. Il regista si diverte come un bambino a mettere in scena le devastazioni operate dal tirannosauro, infarcendo la pellicola dei classici primi piani "meravigliati" che tante volte aveva messo in scena nei suoi film, E.T. e Incontri ravvicinati su tutti. Il ritmo perfettamente dosato del film si può ascrivere, oltre che al montaggio, alla serrata sceneggiatura di Koepp.
Carlito's way, la storia dell'ormai celebre bandito Carlito Brigante, protagonista di una vita criminosa che lo risucchia nell'abisso della violenza ogni volta che cerca di venirne fuori, è di tutt'altra caratura rispetto al "giurassico" parco giochi messo in piedi da Spielberg. Koepp verga una sceneggiatura "matura" che sembra essere totalmente al servizio degli attori e del regista. Sean Penn, nei panni dell'avvocato Kleinfeld, trova la performance migliore dai tempi di A distanza ravvicinata e Al Pacino dà vita ad un Brigante che rimane impresso in maniera indelebile nell'immaginario collettivo e nella storia del cinema.
Quello che sorprende in Koepp è la capacità di adattare come un guanto le storie alla mano del regista. Potrebbe essere un limite di personalità, in realtà si tratta semplicemente di mestiere e intelligenza professionale.
Il lavoro successivo Cronisti d'assalto (The paper, 1994) è un classico film di Ron Howard, un regista alla continua ricerca del titolo di "Frank Capra del ventesimo secolo". La pellicola non fa che confermare l'eclettismo di Koepp e riscuote un buon successo.



Nello stesso anno escono due altri lavori firmati da Koepp. Del primo, Suspicious (id., 1994), un cortometraggio, cura anche la regia. Nel secondo, The shadow (id., 1994), si limita a firmare la sceneggiatura.
Il secondo film è un grosso flop, nonostante buoni effetti speciali e un regista come Russel Mulcahy che dovrebbe garantire una certa qualità in un film di genere. La storia è tratta dal personaggio protagonista di fumetti, romanzi, radio show ecc... The Shadow, ma lo stile anni '30 e l'improbabilità della storia finiscono per travolgere anche Koepp che stavolta denuncia un limite. Non riesce ad entrare nello spirito del personaggio, nè a valorizzarne gli aspetti più fascinosi. Il film che ne viene fuori è un polpettone stantìo che mette a dura prova la pazienza dello spettatore, e Alec Baldwin nella parte principale non contribuisce a risollevare questa brutta pellicola. Ma la lezione servirà a Koepp in seguito, quando dovrà lavorare su un altro personaggio mascherato.

 
 

In collaborazione con altri talenti come Steve Zaillan e Robert Towne, Koepp viene chiamato a scrivere il copione di un altro film di De Palma, anche se sarebbe più corretto scrivere "di Tom Cruise": Mission: Impossible (id., 1996). Nonostante la straripante energia di Cruise, anche produttore del film, che rischia di appiattire sia le capacità di De Palma che quelle degli sceneggiatori, ne viene fuori un prodotto godibilissimo che battezza il personaggio di Ethan Hunt come "il James Bond degli anni '90". Cruise è praticamente presente in ogni scena, De Palma deve sottostare ad una star-produttore che impone rigidamente le sue scelte, il soggetto è poco attuale, tratto da una serie di culto ormai invecchiata come i film sulla guerra fredda. Eppure il giocattolo funziona, la sceneggiatura dà modo a De Palma di sbizzarrirsi con i suoi celebri tic (lo split-screen mediato e i piani sequenza nel prologo sono parte integrante del suo modo di fare cinema) e Cruise si trova a suo agio nelle battute e nei tempi del personaggio principale.
Nel 1996 inoltre, Koepp scrive e dirige un film minore, Effetto black-out (The trigger effect, 1996), che non fa che confermare una piccola verità: non esiste una legge che assicuri ad uno sceneggiatore anche il talento di regista. Almeno finchè non si è esercitato abbastanza.



Tant'è che Koepp torna a firmare esclusivamente sceneggiature, con risultati sempre buoni. Jurassic Park II - Il mondo perduto (The lost world, 1997) è un seguito non necessario di Jurassic Park, ma la storia regge bene, e così gli incassi. Nel cupo Omicidio in diretta (Snake eyes, 1998) si rinnova il sodalizio con De Palma, una pellicola godibile per alcuni, noiosa per altri -probabilmente quelli che proprio non sopportano Nicolas Cage. Comunque è un lavoro che dà modo a De Palma di sfogare tutti i suoi tic di regista, e Koepp lo asseconda in ogni momento.
David ci riprova quindi con la regia, stavolta con esiti migliori: adatta uno dei più celebri racconti di Richard Matheson, Io sono Helen Driscoll e riesce stavolta a catturare l'atmosfera di mistero che trasuda dalle pagine della storia e a mediarla in modo soddisfacente dietro la cinepresa. Ne viene fuori una pellicola ad alta tensione, Echi mortali (Stir of echoes, 1999) che presenta qualche debolezza proprio in fase di sceneggiatura, con un finale forzato, come accade spesso nel cinema americano di cui Koepp è figlio legittimo, ma che nel complesso regge abbastanza bene.



Il 2002 è il vero anno d'oro di Koepp, quando vengono distribuiti due film da lui scritti, e si tratta probabilmente dei suoi migliori script dai tempi di Carlito Brigante.
Il primo è Panic Room (id., 2002), in cui riesce, complici due grandissimi compagni di viaggio, il regista David Fincher e una spettacolare Jodie Foster, a confezionare un film claustrofobico che si svolge all'interno di un appartamento, e quasi interamente in una sola stanza!



Il secondo è la sceneggiatura di Spider-man (id., 2002). Qui, assieme al regista Raimi, Koepp compie un piccolo miracolo. Forte dell'esperienza negativa di The shadow, e probabilmente più interessato al progetto in quanto lettore e fan dichiarato dell'eroe Marvel più famoso, David si prepara meglio e sforna uno script che calza al personaggio originale come il costume rosso e blu che indossa. Il film, in una parola, è perfetto, e riesce a fare felici i vecchi fan, i nuovi e quelli che ignoravano persino chi fosse l'Uomo Ragno.
Koepp cattura l'anima del personaggio: Peter è un ragazzo geniale con il complesso dell'incompreso, timido e refrattario al mondo esterno, finché un incidente non cambia la sua vita e il modo di rapportarsi ad essa. Il resto è spettacolo, virtuosismi del regista Raimi, una bellissima CGI e scazzottate contro il villain di turno, ma l'essenza del character c'è ed è direttamente responsabile del grande successo del film. Koepp è partito da una sceneggiatura preesistente, sulla quale avevano messo mano una fila interminabile di sceneggiatori (la prima stesura è dal progetto originale di James Cameron del 1990) ma David ha il merito di lavorare di fino, risolvendo al meglio le scene chiave e caratterizzando correttamente sia Mary Jane, sia Peter Parker, ruoli coperti tra l'altro da un casting fatto divinamente. E il cattivo Norman Osborne, interpretato da uno schizofrenico Willem Dafoe riesce ad eguagliare, per molti a superare, la performance del leggendario Nicholson/Joker del Batman di Burton.



Ormai Koeep a girare i suoi film ci ha preso gusto, nel 2004 mette in cantiere Secret window (id., 2004), di cui scrive anche la storia e che segna una confidenza ormai celebrata con la macchina da presa, ma non ci fa mancare delle buone sceneggiature quando occorre (a Spielberg): vedi il remake de La guerra dei mondi (War of the worlds, 2005), Zathura (id., 2005) (una rivisitazione di Jumanji) e l'ultimo Indiana Jones (id., 2008). Lavori quasi sempre di buona fattura, ma da lui, pur sapendo che è impossibile, si vorrebbe sempre un capolavoro.



David Koepp è un autore completo, riesce bene sia quando partorisce delle proprie storie (suoi i soggetti di Panic Room e Cattive compagnie) sia quando adatta da altri media, romanzi, fumetti e serie TV. Il suo stile non piace a tutti, la critica che gli viene spesso mossa, probabilmente a ragione, è di non saper dosare le pause, ovvero la capacità di far "respirare" la storia tra una scena di tensione e la successiva. In realtà questo accade solo in alcuni lavori, ad es. nell'ultimo Indiana Jones, dove il difetto è piuttosto evidente, mentre in altri (Spider-man) l'equilibrio è pressoché perfetto. Altri gli rimproverano il basso profilo dei temi trattati, dimenticando che, per quanto sia versatile, si tratti fondamentalmente di un autore di thriller, un fabbricante di emozioni pure senza velleità intellettuali, ed è in questo ristretto ambito che dobbiamo collocare la sua opera.



LINK

 

Scheda di David Koepp:

 

http://www.imdb.com/name/nm0462895/

 

Interviste essenziali:

 

http://www.ugo.com/channels/filmTv/features/secretwindow/

 

 

http://www.wiscreenwritersforum.org/docs/InterviewDavidKoepp.pdf 

 

Una sceneggiatura:

 

http://www.imsdb.com/scripts/Panic-Room.html

 



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