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Vademecum per il documentarista amatoriale Translate in English Stampa E-mail
di fata   
domenica 11 febbraio 2007


 

E’ possibile applicare nelle produzioni amatoriali parte delle procedure che i professionisti della comunicazione audiovisiva adottano per la realizzazione di un documentario? La risposta è si, con i dovuti ridimensionamenti. Non si può certamente competere con gli uomini e le attrezzature che le grandi case cinematografiche e televisive mettono in campo. Nelle produzioni amatoriali si dispone, spesso, solo di una videocamera, difficilmente si ha un monitor esterno e raramente si usa un microfono che non sia quello integrato nel camcorder. Quasi mai ci si porta dietro riflessi e teli neri o per chromakey o luci. Si può prendere spunto da quello che fanno le produzioni professionali, però, riguardo al lavoro di ricerca della documentazione, allo stile delle riprese e all’idea di come strutturare la narrazione. L’idea è la cosa più importante in una produzione amatoriale e può far scivolare in secondo piano carenze tecniche. Se poi si realizzano anche immagini ben composte e si montano correttamente e con la musica adatta il risultato sarà tutt’altro che deludente.

 

DOCUMENTARSI 

Prima di fare un viaggio di piacere in un luogo che non avete mai visitato cercate informazioni sugli usi e costumi degli abitanti del luogo, sulla geografia e la politica, sui personaggi importanti e famosi che in quella terra sono nati. Per raccogliere questo tipo di documentazione basta andare sulla RETE (internet) e cercare col motore di ricerca preferito. Inoltre, si può fare un salto in biblioteca o in libreria o in videoteca. Queste informazioni possono già farvi venire in mente degli stili di narrazione, una scaletta, una storia, da usare come filo conduttore del filmato

 

IDEE PRIMA DI PARTIRE

Alla base di una produzione documentaristica c’è sempre un’idea. Cosa voglio raccontare? Quali informazioni voglio dare? A quale target di pubblico mi rivolgo?  Le risposte a queste domande decideranno lo stile della narrazione dell’opera. Se siete appassionati di documentari e ne avete visti molti in TV o in DVD o al Cinema potete comprendere quello di cui stiamo parlando.

Avete mai visto un documentario di David Attenborough? Sir D.A. è uno dei maggiori documentaristi naturalistici del mondo ed è un uomo simpaticissimo. Quando è presente come conduttore nei suoi documentari è spesso ironico e divertito e ci mostra con punti di vista insoliti e con leggerezza storie di animali o di piante. La leggerezza è un obiettivo che più felicemente possono ottenere i documentaristi amatoriali. Fare una cosa “seria” è difficile, senza rischiare di essere noiosi e senza, oltretutto, possedere delle attrezzature di ripresa che potrebbero darvi immagini ineccepibili, meravigliose, che non avrebbero bisogno di nessun commento e che incanterebbero gli spettatori.  Quindi, dovete farvi una ragione del materiale di cui disponete e prendere coscienza che con la vostra videocamera palmare non è che potete aspettarvi una qualità straordinaria. Inoltre non avete fatto corsi di teorie e tecniche di ripresa e forse avete un’idea vaga di cosa significa “composizione dell’immagine”. Non vi resta che impegnarvi nell’idea. Date libero sfogo alla fantasia, copiate, persino, e tirate fuori un’idea divertente e accattivante per rendere più appetibile il vostro filmato. Potreste decidere di usare un “conduttore” per mostrare le bellezze di Parigi o New York o Praga, della Patagonia o del Messico, un conduttore che fa il verso a Mario Tozzi (Gaia, Raitre), che parla a raffica ed è sempre con la piccozza in mano, da geologo qual è, oppure imitare Alberto Angela (Superquark; Passaggio a Nordovest, Raiuno; Ulisse, Raitre) con il suo stile pacato e le sue giacche a vento sahariane. Mario Tozzi con piccozza a New York o Tokyo potrebbe dare degli spunti divertenti!

 
Guardate i conduttori professionisti e scegliete quello che vi piace di più, quello che è più nelle vostre corde e imparate a imitarlo, divertendovi. Imitarli significa anche esasperarne le caratteristiche fino a sfiorare l’assurdo. Ma non esagerate: fate saltar fuori questo conduttore solo ogni tanto, nel vostro filmato. Il resto lo racconteranno le immagini, la musica, gli effetti ambientali, magari una voce-speaker diversa - tanto per variare-  e delle scritte. Oppure potete decidere di far raccontare ad un personaggio fuori campo i luoghi che state visitando. Per esempio, se vi documentate bene, potreste far raccontare all’imperatrice Sissi le bellezze dell’Austria, scrivendo un testo che potrebbe guidarvi durante le riprese e facendolo speakerare, una volta tornati a casa, da una vostra amica o parente. Oppure facendo parlare Garibaldi dell’isola di Caprera se andate a visitare la sua casa o Napoleone mostrando le bellezze dell’isola d’Elba etc…Potreste perfino far rivivere un re egizio se avete in programma in viaggio in Egitto. La voce narrante, a volte anche con tono comico, può distrarre da riprese non eccellenti e riservare anche sorprese, se volete: alla fine del filmato si potrebbe scoprire che il commento veniva da parte della vostra automobile, per esempio, della vostra moto o dalla bicicletta che vi ha portato in giro, dalla bambola o dal pupazzetto che il vostro pargolo si è trascinato dietro per tutto il viaggio. Sta alla vostra fantasia e alla vostra voglia di documentarvi.