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IL MONTAGGIO
Anche se prima di partire avevate un’idea di come strutturare il vostro filmato, difficilmente avrete appuntato su un blocco notes timecode e descrizione delle varie inquadrature mentre giravate. Quindi dovrete farlo adesso. E’ buona norma, prima di acquisire il girato sul computer, scalettare il materiale. Potete farlo collegando la videocamera al televisore per rendervi già conto della qualità del girato. E’ un lavoro “barboso” ma vi sarà utilissimo e velocizzerà il montaggio vero e proprio. Segnatevi ordinatamente i timecode di inizio e fine di ogni scena e descrivete in sintesi il contenuto. Cominciate a selezionare le riprese buone e quelle venute male. Se non l’avete fatto durante il viaggio, numerate le cassette e scriveteci sopra anche il contenuto, in breve, o la location e la data, se ve la ricordate.
Questa procedura vi potrà aiutare anche a farvi venire delle idee sulla musica da scegliere come colonna sonora (se già non ci avevate pensato) e sullo stile di montaggio che potete adottare. Con questo elenco potete già fare una prima scaletta, cioè un montaggio “sulla carta” che poi verificherete in sede di editing vero e proprio. Durante l’acquisizione organizzate bene i bin nel sw di editing suddividendo il girato in subclip e nominandole secondo il contenuto.
Se avete girato “a casaccio” senza un’idea precisa di come strutturare il filmato potete scegliere di costruire dei capitoli per località. Per esempio, siete andati negli Stati Uniti per un viaggio che è durato due settimane e avete seguito il classico percorso coast to coast: Los Angeles, San Francisco, Sequoia National Park (CALIFORNIA), Yosemite National Park (CALIFORNIA), Death Valley (CALIFORNIA), Las Vegas, Grand Canyon National Park (ARIZONA), Arches National Park (UTAH), Monument Valley (UTAH-ARIZONA) etc… Per ogni luogo fate un capitolo, un breve video della durata massima di 5/6 minuti (ricordatevi che è meglio lasciare gli spettatori insoddisfatti e con la voglia di rivedere un’altra volta il filmato).
Potete create delle intersigle, tra un capitolo e l’altro, della durata di 6/8 secondi, giusto il tempo di un titolo e di qualche immagine significativa. La musica sia diversa per le intersigle che per i capitoli.
Cambiate musica per ogni capitolo, magari anche all’interno del capitolo stesso se ci sono variazioni di luoghi o situazioni.
Diversificate il ritmo del montaggio: più lento e con dissolvenze un video sul Grand Canyon, per esempio; più veloce e con stacchi un video che illustra una metropoli. Ma potreste anche decidere di fare il contrario, di giocare di contrasto per stupire i vostri amici: immagini rallentate di New York, che mostrano il caos di una delle metropoli più particolari e controverse del mondo montate su musica classica…Oppure di illustrare un villaggio delle Ande con sottofondo di musica tecno… sta a voi e alla vostra creatività.
Se vi volete tenere “sul classico”, usate delle musiche etniche tipiche dei Paesi che avete ripreso. Oppure utilizzate colonne sonore di film: ce n’è per tutti i gusti. Inserite in timeline prima la musica e poi montate le immagini cercando di sincronizzare gli stacchi con le battute del brano. Se il brano è troppo lungo e a un certo punto volete cambiare musica, studiate bene il punto per il cambio, non dissolvete dove capita ma cercate un buon punto che non interrompa la strofa o il ritornello. Potete anche tagliare in mezzo, eliminare una o due intere strofe o un ritornello e accorciare la canzone lasciando inalterato l’inizio e la conclusione. Questo procedimento risulta il migliore soprattutto se il brano finisce naturalmente con una battuta precisa e non sfumando.
Resistete alla tentazione di usare tutti i tipi di transizioni di cui dispone il vostro software di editing. Più semplici siete e più gradevole risulterà il filmato. Usate solo stacchi e dissolvenze incrociate o a nero, al limite dei push o delle tendine semplici. Le stelle, i cubi, i voltapagina non fanno che appesantire. Non sono naturali e i nostri occhi non ne hanno esperienza in natura. Prendete esempio dal Cinema: la maggior parte dei film presenta delle scene montate con stacchi. Le dissolvenze sono sempre motivate da un passaggio di tempo e luogo, le dissolvenze a nero chiudono un capitolo e ne aprono un altro, le tendine a cerchio sono usate raramente, oggi, come scelta stilistica ben precisa, per evocare le vecchie comiche. Avete mai visto in un film una dissolvenza a cubo? O un voltapagina? O una transizione a stella o a cuore? Forse a cuore si, nei film di Bridget Jones e in qualche commedia romantica demenziale. Mai nei documentari!?
La durata delle inquadrature fisse montate dovrebbe rimanere intorno ai 2 secondi per i dettagli stretti, i 3/4 secondi per i totali, che hanno bisogno di più tempo per essere esplorati dai nostri occhi ed elaborati dal nostro cervello. I tempi possono variare leggermente a seconda di ciò che succede nella ripresa. Panoramiche più lunghe di 10 secondi in genere stancano, a meno chè non siano tecnicamente perfette o stiano seguendo un’azione. Carrellate e camera car, invece, possono anche durare di più, dipende da cosa mostrano sul percorso.
Se avete fatto delle foto con una fotocamera digitale ad una risoluzione alta potreste pensare di utilizzarle nel montaggio. Potrebbero comporre la breve intersigla di inizio capitoli oppure concludere il filmato. Fate movimenti semplici di pan and zoom e non usate transizioni complesse tra una foto e l’altra. Tra le altre cose, delle belle foto potrebbero sostituire riprese venute male, qua e là nel video. Cercate di operare una correzione colore, anche semplice, per uniformare delle riprese con colorimetrie troppo diverse. Scritte in sovrimpressione e cartelli di grafica possono arricchire un video se sono discreti e non invadenti. Scegliete fonts semplici e colori sobri, pastello (evitate il rosso acceso che dà sempre problemi di visualizzazione nel formato dv). Non fate scritte troppo piccole con fonts che hanno linee sotto i 3 pixel per evitare che tremolino sul video.
Buone riprese e buon divertimento!
Le immagini utilizzate in questo articolo sono esclusivamente a scopo didattico. Le foto del tramonto e delle nuvole sono tratte dal sito www.free-pictures-photos.com
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