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Vademecum per il documentarista amatoriale Translate in English Stampa E-mail
di fata   
domenica 11 febbraio 2007

 

ATTREZZATURA

La base: una videocamera, una lente addizionale grandangolare, un foglietto bianco per il bilanciamento del bianco manuale (se la videocamera lo consente), almeno una batteria di riserva per la videocamera, svariate  cassette. Un paraluce per il monitor della videocamera aiuta molto in situazioni di luce ambientale intensa. Potreste adattare quei fogli di alluminio nero che usano i fotografi per bandierare i fari e che si possono trovare nelle rivendite di materiale cine/video/luci, si chiamano cinefoil o blackfoil. Se non avete un cavalletto con una testa fluida decente, usatelo solo per riprese fisse ma usatelo il più possibile: credeteci, le riprese stabili, in generale, sono molto, molto più gradevoli delle riprese tremolanti effettuate a mano libera e danno quel tocco di professionalità in più. Controllate la situazione delle prese di corrente e del voltaggio che può variare da Paese a Paese e procuratevi riduzioni e adattatori per i vostri alimentatori di ricarica delle batterie.

 

LE RIPRESE “A MANO LIBERA”
Questa è la tecnica certamente più usata dall’operatore-regista amatoriale vacanziero. Diciamo che è una variazione sul tema rispetto alle riprese a spalla degli operatori professionisti che usano telecamere broadcast, assai pesanti. Le videocamere consumer sono leggere e maneggevoli e la leggerezza compromette la stabilità cosa che, invece, le telecamere broadcast più pesanti riescono ad attenuare. Quando potete, appoggiate la videocamera su muretti, parapetti, sassi, balconi, sulle vostre cosce se siete seduti, sulle spalle della persona che vi accompagna etc…. Se non avete punti di appoggio tenete ben ferma la videocamera tra le mani, i gomiti stretti ai fianchi e le gambe leggermente divaricate e flesse. Provate i movimenti prima di premere il pulsante REC. Trattenete il respiro mentre girate.

 

Bilanciate e componete bene le inquadrature tenendo a mente la regola dei terzi, molto importante specialmente quando si abbiano riprese con un orizzonte. L’orizzonte non deve mai essere posizionato al centro del quadro ma, supponendo di tracciare 4 linee che si incrociano e che dividono il quadro in 9 parti uguali, dovrebbe posizionarsi vicino alla linea orizzontale superiore o inferiore. Nel caso dei due frames che seguono, dato che volevamo dare importanza al mare con le barche e i natanti, l’orizzonte è posizionato correttamente vicino alla linea orizzontale superiore. Nel cielo non succede niente di rilevante, in questo caso.

 

 

 

 

Questa regola dice anche che il soggetto principale di una inquadratura NON deve stare al centro del quadro ma più spostato a destra o a sinistra o vicino ai punti di intersezione delle linee.    Nel frame che vedete sotto, il particolare di una fontana è posizionato in alto a destra, il volto da cui spilla acqua quasi al centro dell’intersezione di due linee, mentre nel quadratino in basso a sinistra c’è un altro elemento, il cespuglio di margherite, leggermente sfocato. Questa è una inquadratura interessante e ben composta. Inoltre, in questo caso è rispettata anche l’aria: il volto che spilla acqua “guarda” verso sinistra e in basso e nell’inquadratura si è lasciato spazio, aria, a sinistra e in basso.