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Transizioni speciali Translate in English Stampa E-mail
di Fata   
martedì 12 settembre 2006

TRANSIZIONI SPECIALI  

 Il montaggio è uno dei tre passi fondamentali, insieme alla sceneggiatura e alla regia , per la realizzazione di un’opera audio-visiva cinematografica e televisiva. Paradossalmente, in televisione il montaggio assume oggi un valore importantissimo, più della sceneggiatura e della regia, perché ormai i tempi produttivi non consentono di fare sopralluoghi accurati, di scrivere un testo, scaletta o sceneggiatura precisa, e quindi, spetta alla fase di montaggio dare un senso, una struttura narrativa alle riprese, spesso girate frettolosamente e senza badare ai raccordi. Si salvano, ovviamente, le grandi produzioni di fiction-tv e documentaristiche. Nel cinema non è così. In un’opera cinematografica la sintassi, lo stile e il ritmo della narrazione, si percepiscono già dalla lettura della sceneggiatura. Le riprese seguono il copione e lo storyboard , generalmente con poca libertà di manovra, e ciò è fondamentale per la costruzione della storia che avrà il suo completamento nel montaggio. Se si fanno cambiamenti in fase di ripresa, spesso la produzione sarà costretta a ritornare sul set, a montaggio iniziato, per girare nuovi raccordi che consentiranno di legare alcune inquadrature per dare il giusto senso alle scene (vedi Peter Jackson durante la produzione della trilogia di Lord Of The Rings).

Molti grandi registi cinematografici attribuivano e attribuiscono la massima importanza alla fase di montaggio e collaborano spesso, se non esclusivamente, sempre con gli stessi montatori, con cui si stabilisce un rapporto di complicità tecnico-artistica (per citare una coppia su tutte: Martin Scorsese e Thelma Schoonmaker). Questa premessa per sottolineare il fatto che l’effetto di montaggio che spesso ci colpisce, ci affascina, ci stupisce o semplicemente ci fa seguire una storia senza distrazioni o fastidi deriva da un attento studio, da una seria preparazione e mai è conseguenza dell’approssimazione. Ma l’argomento di questo articolo non è la disamina delle varie tecniche di montaggio (ne parleremo in prossimi articoli) ma l’analisi di alcune transizioni particolarmente riuscite.

 


 

La transizione è la modalità con cui si uniscono due inquadrature. Le più usate e classiche sono: stacco (passaggio diretto e immediato, dall’ultimo frame di un’inquadratura al primo frame dell’inquadratura successiva) e dissolvenza che può essere incrociata (l’immagine che scompare e quella che compare si sovrappongono per pochi instanti), d’apertura (l’immagine appare progressivamente dal nero) o di chiusura (l’immagine scompare progressivamente fino a diventare nera). Vi mostreremo, di seguito, alcune transizioni spettacolari e particolarmente ben riuscite dal film HIGHLANDER (1986, regia di Russell Mulcahy, sceneggiatura di Gregory Widen, Peter Bellwood e Larry Ferguson, Fotografia di Gerry Fisher, montaggio di Peter Honess).