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Pagina 1 di 2 TRANSIZIONI SPECIALI
Il
montaggio è uno dei tre passi fondamentali, insieme alla sceneggiatura e
alla regia , per la realizzazione di un’opera audio-visiva
cinematografica e televisiva. Paradossalmente, in televisione il
montaggio assume oggi un valore importantissimo, più della sceneggiatura
e della regia, perché ormai i tempi produttivi non consentono di fare
sopralluoghi accurati, di scrivere un testo, scaletta o sceneggiatura
precisa, e quindi, spetta alla fase di montaggio dare un senso, una
struttura narrativa alle riprese, spesso girate frettolosamente e senza
badare ai raccordi. Si salvano, ovviamente, le grandi produzioni di
fiction-tv e documentaristiche. Nel cinema non è così. In un’opera
cinematografica la sintassi, lo stile e il ritmo della narrazione, si
percepiscono già dalla lettura della sceneggiatura. Le riprese seguono
il copione e lo storyboard , generalmente con poca libertà di manovra, e
ciò è fondamentale per la costruzione della storia che avrà il suo
completamento nel montaggio. Se si fanno cambiamenti in fase di ripresa,
spesso la produzione sarà costretta a ritornare sul set, a montaggio
iniziato, per girare nuovi raccordi che consentiranno di legare alcune
inquadrature per dare il giusto senso alle scene (vedi Peter Jackson
durante la produzione della trilogia di Lord Of The Rings).
Molti grandi registi cinematografici attribuivano e
attribuiscono la massima importanza alla fase di montaggio e collaborano
spesso, se non esclusivamente, sempre con gli stessi montatori, con cui
si stabilisce un rapporto di complicità tecnico-artistica (per citare
una coppia su tutte: Martin Scorsese e Thelma Schoonmaker). Questa
premessa per sottolineare il fatto che l’effetto di montaggio che
spesso ci colpisce, ci affascina, ci stupisce o semplicemente ci fa
seguire una storia senza distrazioni o fastidi deriva da un attento
studio, da una seria preparazione e mai è conseguenza
dell’approssimazione. Ma l’argomento di questo articolo non è la
disamina delle varie tecniche di montaggio (ne parleremo in prossimi
articoli) ma l’analisi di alcune transizioni particolarmente riuscite.
La transizione è la modalità con cui si
uniscono due inquadrature. Le più usate e classiche sono: stacco
(passaggio diretto e immediato, dall’ultimo frame di un’inquadratura al
primo frame dell’inquadratura successiva) e dissolvenza che può essere
incrociata (l’immagine che scompare e quella che compare si
sovrappongono per pochi instanti), d’apertura (l’immagine appare
progressivamente dal nero) o di chiusura (l’immagine scompare
progressivamente fino a diventare nera). Vi mostreremo, di seguito,
alcune transizioni spettacolari e particolarmente ben riuscite dal film HIGHLANDER (1986, regia di Russell Mulcahy, sceneggiatura di Gregory Widen,
Peter Bellwood e Larry Ferguson, Fotografia di Gerry Fisher, montaggio
di Peter Honess).
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