Login

Ciao Visitatore.






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

Chi è Online

Abbiamo 22 visitatori online
  

webmaster - comunicazione digitale
Home arrow Didattica arrow Le regole del montaggio | Prima parte
Le regole del montaggio | Prima parte Translate in English Stampa E-mail
di Triglia   
lunedì 25 giugno 2007
 

 

APPENDICE

a cura di VO5850 

 

 

 


Travelling

Con questo termine si intendono i movimenti di camera complessi ottenuti combinando tra loro diversi movimenti.
Negli anni sono stati inventati molti mezzi che consentono di far effettuare qualsiasi movimento alla macchina da presa, Gru, Jib, Cranes, Steadicam, Skycam, Divecam, Wescam, Go-Cam e tanti altri sistemi. Grazie questi mezzi è possibile combinare i movimenti e spostare la camera lungo qualsiasi percorso, ottenendo alle volte dei risultati spettacolari altre volte provocando nausee allo spettatore. Sarebbe buona norma sempre valutare se e quanto un movimento può essere funzionale al nostro lavoro e usarlo solo se motivato, purtroppo troppo spesso invece se ne abusa complicando, tra le altre cose, il lavoro al montaggio, infatti non sempre è semplice tagliare un movimento di camera spropositatamente lungo e inutilmente complicato. Di seguito un cenno ad alcune tecniche che nel tempo sono diventate movimenti di camera a se, pur essendo sempre fondamentalmente riconducibili a dei carrelli.

 

 

 


Esaminiamo brevemente alcuni dei mezzi più utilizzati per realizzare movimenti di camera complessi. Non pretendiamo di essere esaustivi, esistono un'infinità di supporti e diversi modi per chiamare gli stessi attrezzi, alle volte prendono il nome dal costruttore o da uno specifico modello come nel caso della Steadicam che è il nome proprio di un specifico  modello ma per estensione (spesso storpiato con la “y") viene utilizzato per indicare un'infinità di sistemi di stabilizzazione diversissimi fra loro.


Dolly

Gli anglosassoni con questo termine indicano il carrello su binario, spesso i carrelli sono completati con una colonna idraulica che consente di modificare velocemente l'altezza della camera e da una giostrina che altro non è che l’insieme di seggiolini sui quali prendono posto l'operatore e il focus puller.
In Italia con il termine Dolly spesso si intende un carrello sul quale è montato una Gru (o un Jib Arm), ovvero un sistema costituito da braccio basculante ad un'estremità del quale trovano posto una piattaforma con i supporti per la MdP e lo spazio per l'operatore + assistente, dall'altra il contrappeso. Nei modelli più grandi trovano posto anche più persone, anche il regista per esempio. I movimenti del braccio e del carrello sono governati da uno o più macchinisti.
In televisione con il termine Dolly si indica anche la stella con le ruote che si fissa al cavalletto per consentire di spostare agevolmente la camere in studio, non si usa per effettuare movimenti di camera.

 

 

 

 

Jib Arm/Crane

Il Crane è un supporto costituito da un braccio (Jib Arm) sostenuto da un supporto. Quelli di piccole dimensioni sono generalmente fissati su un treppiedi, quelli più grandi su binari o ruote gommate. Il funzionamento è analogo a quello del Dolly, normalmente si identifica con questo nome un sistema il quale prevede che la camera sia controllata in remoto. Ad un’estremità del Jib Arm è fissata la camera, mentre dall'altro capo troviamo il contrappeso ed i controlli della camera. L'operatore governa il braccio con il quale è possibile effettuare movimenti ad arco in orizzontale, verticale o combinati. Il Jib è usato spesso in tutte quelle situazioni in cui l'ingombro di un Dolly con operatore sarebbe eccessivo, o quando serve un supporto più agevolmente trasportabile. E' usato spesso in televisione proprio per questi motivi. Ne esistono di svariati tipi e misure, da quelli manuali lunghi pochi metri che smontati possono essere riposti in una normale vettura a quelli telescopici motorizzati lunghi anche 10 metri o più. La testa su cui è montata la camera può essere fissa oppure remotata attraverso cavi. Ne esistono anche di sofistificatissime motorizzate in grado di ruotare a 360° sui tre assi, i cui movimenti possono essere controllati in remoto e registrati su computer per essere automatizzati e riprodotti sempre uguali o per permettere l’importazione dei dati in software 3D. Spesso per produzioni leggere si utilizzano dei Jib Arm leggeri che possono essere montati sullo stesso treppiede che normalmente si utilizza per la sola camera.

 

 

 


Camera Car

Un Camera Car (o Camera-Car, o Cameracar) è una ripresa effettuata da veicoli in movimento. Generalmente viene effettuato fissando la camera all'autovettura mediante appositi supporti. Spesso nel cinema si usano appositi mezzi attrezzati con piattaforme a sbalzo dove oltre alla camera trovano spazio la troupe e le luci. Nel caso si debba riprendere un veicolo in movimento e/o i suoi occupanti spesso questo viene trainato da quello che ospita la camera (il Camera Car, appunto), in molti casi il mezzo mobile con gli attori neppure sta sulla strada ma viene sistemato su una pedana bassa. In definitiva il Camera Car può essere considerato l'ennesima variazione sul tema.

 

 

 

 


Steadicam

Si tratta di un’intelaiatura indossata direttamente dall’operatore che, attraverso un sistema di molle ed ammortizzatori, rende la macchina da presa insensibile agli sbalzi ed alle vibrazioni. Messa a punto da Garrett Brown deve il suo successo al film “Shining” di Stanley Kubrick. Nata per simulare il punto di vista umano mentre si cammina oggi viene troppo spesso usata per sostituire carrelli in modo assolutamente inadeguato, in quanto più pratica e veloce da utilizzare. La differenza sta nel fatto che, come per la camera a mano, la Steadicam suggerisce la presenza di un punto di vista soggettivo, cosa che non avviene con il carrello.