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La sceneggiatura nel cinema e nei fumetti Translate in English Stampa E-mail
di marcopac   
mercoledì 10 gennaio 2007


Una premessa doverosa, tanto per sgombrare il campo dagli equivoci: il Fumetto E’ una forma d’arte, di pari dignità rispetto al Cinema e alle altre Arti. Detto questo, possiamo volgere lo sguardo ai due mezzi in questione e alle loro differenze e somiglianze. Diciamo che, nella sua morfologia, il fumetto è una via di mezzo tra la Letteratura e il Cinema. La miglior definizione per il fumetto mai data è, a mio avviso, “Letteratura Disegnata”, che esprime in modo corretto parte delle potenzialità del mezzo. Quindi: il Cinema si esprime per immagini, in bianco e nero o a colori, così anche il Fumetto. Il Cinema può utilizzare o meno dei dialoghi e degli attori, lo stesso nel Fumetto. La Colonna Sonora vera e propria è invece appannaggio del solo Cinema, a meno di rari esperimenti*. Il Fumetto ha comunque degli Effetti Sonori, ma non una Musica vera e propria. Un’altra differenza fondamentale è che per vedere un film bastano in genere occhi e orecchie, per gustare un Fumetto è invece obbligatorio saper leggere. Questo fa del pubblico dei fumetti una razza più colta del pubblico del Cinema!  Aldilà della battuta, utile per evidenziare queste differenze somatiche tra le due arti, scopriamo altri punti in comune: la possibilità di narrare una storia , ciascuno con il suo specifico linguaggio.  E la base, per entrambi, è comune: Fumetto e Cinema nascono da un Soggetto e una Sceneggiatura**.


Ma non dobbiamo pensare che una sceneggiatura a fumetti sia bell’e pronta per essere filmata. Va invece  eseguito un adattamento, esattamente come per trasporre in pellicola un romanzo. Oltre a significative differenze nel linguaggio, di cui parleremo più avanti, ci sono anche delle ovvie differenze nella fruizione. Un film viene consumato in due ore, indipendentemente dallo spettatore.

Un fumetto, come un romanzo, viene letto con tempi differenti a seconda del lettore. Ed è previsto di poter tornare indietro alla pagina precedente, se è sfuggito un particolare: al cinema non è possibile (e nemmeno in cassetta o dvd, nonostante la tecnologia lo renda eventualmente fattibile). La lettura è pensata per essere ponderata, il film deve essere compreso “in diretta”.
Certo, alcuni film sembrano dirci il contrario, ma si tratta di esperimenti, di provocazioni, e non della norma della trasposizione ormai in voga del cinema nel fumetto.

Tra i  più interessanti esperimenti fatti negli ultimi anni, c’è un film italiano, "Dellamorte Dellamore", tratto da un romanzo che era stato preventivamente tradotto a fumetti. In questo caso ci troviamo davanti ad un prodotto particolarissimo. Il romanzo è firmato da Tiziano Sclavi, acclamato autore di fumetti (è il papà di Dylan Dog), romanziere e sceneggiatore cinematografico. Sclavi ha scritto il romanzo in questione come fosse una sceneggiatura, sperimentando una nuova forma di espressione letteraria. Il risultato è un fantastico ibrido tra una sceneggiatura di un fumetto, uno script cinematografico e un’opera di letteratura. Studiare prima questo romanzo, poi rivedere l’adattamento a fumetti e successivamente il fedelissimo film tratto dal libro può costituire una delle più serie riflessioni sulle diverse caratteristiche di queste tre forme d’arte.


Un altro interessante esperimento è "Sin City", che ha il pregio di mostrare una nuova strada negli adattamenti a fumetti. Questo coraggioso esperimento non si propone, come nella stragrande maggioranza dei casi, di adattare il linguaggio dei fumetti per il cinema, piuttosto è l’operazione inversa: si FILMA il fumetto, adattando il mezzo espressivo cinematografico all’opera disegnata. In questo caso le variazioni rispetto alla sceneggiatura originale sono puramente formali.