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Come montare un video piacevole partendo da poco girato di qualità non eccelsa
E’ una serata ordinaria. Nessuna festa nazionale, nessuna data commemorativa, nessuna celebrazione particolare. Solo una cena tra amici che non si vedono spesso, magari siamo di passaggio nella loro città oppure loro sono di passaggio nella nostra. Vogliamo ricordare questa serata e ci portiamo dietro la nostra videocamera con un nastro e una batteria di riserva, niente obiettivi grandangolari o flash o microfoni esterni o cavalletto. Non siamo mai stati in quel locale, un ristorante accogliente, dove si mangia bene, dicono, e quindi non sappiamo le condizioni di illuminazione ma non ci importa più di tanto: importa stare insieme e divertirsi. E infatti ci divertiamo, stiamo bene, mangiamo bene e beviamo bene! Ogni tanto imbracciamo la videocamera e facciamo delle riprese senza stare lì a settare i parametri giusti di diaframma o focus… spesso andiamo in automatico. Bilanciamento del bianco? Ma và! Preset per interni! Però stiamo comunque attenti a riprendere con vari piani: totali, dettagli, panoramiche, zoomatine, angolazioni differenti. La nostra videocamera passa di mano in mano, ognuno registra qualcosa.
Torniamo a casa col sorriso sulle labbra, la pancia piena e il cervello leggermente offuscato dai fumi dell’alcool ma con l’umore alle stelle: bellissima serata.
Quando andiamo a controllare il nostro girato scopriamo che abbiamo registrato solo dieci minuti! Acquisiamo sul PC con il nostro sw di editing. L’intenzione è quella di montare un video che ci ricordi l’incontro. Una cosa semplice, senza pretese, che non potrà durare troppo. Mentre acquisiamo il materiale ci rendiamo conto che le riprese sono un po’ monotone (d’altra parte siamo stati tutta la serata seduti a tavola a mangiare e bere e chiacchierare!), la fotografia non è un granchè e l’audio ambiente un disastro…vabbè, abbiamo detto “senza pretese”…Ci mettiamo a spulciare la nostra discoteca per individuare un brano musicale adatto come sottofondo. Cerchiamo anche in rete, su siti di musiche royalty free, e troviamo qualcosa di strumentale che ci piace. Incominciamo a montare.
La prima versione è, come vedete, molto semplice. Si sono scelte le immagini migliori come composizione e tagli, più stabili e si è cercato di seguire la progressione temporale della serata: un saluto, una panoramica della tavolata, il cibo che incomincia ad arrivare, alcune descrizioni delle cibarie, un incidente di percorso (le macchie d’olio sui jeans), i dolci, un siparietto simpatico (chi è più alto?), caffè e “ammazzacaffè” con situazione comica del giovane amico non abituato ai superalcolici che viene invitato almeno a un assaggio con le conseguenze del caso, il conto, l’arrivo del cameriere che caccia tutti perché si è fatto tardi. Tutte le sequenze montate sono a velocità normale, con i movimenti cosiddetti “di servizio” (i passaggi da un commensale all’altro, per esempio) a vista, tranne la sequenza del giovane che beve la grappa, che si è scelto di velocizzare e poi rallentare per far risaltare l’effetto comico circoscrivendolo, inoltre, con una tendina a cerchio, e un fermo immagine con zoom sul suo pollice alzato dopo la sua affermazione “ottimo”! che contraddice simpaticamente la reazione che ha appena mostrato. L’audio ambiente è presente. Correzione colore grossolana. Non c’è nemmeno una sigla di coda, mentre per i titoli di testa si è usato After Effects 7 importando un fermo immagine, duplicando il livello, creando una maschera sul soggetto e sfocando il background, inserendo sulle scritte dei preset di animazione testo. Di per sé, questo video farebbe contenti i nostri amici: erano presenti, ognuno conosceva l’altro, ognuno è in grado di ricostruire con i suoi ricordi quello che non è stato mostrato nel video e non staranno lì a notare sbavature o movimenti strani o attacchi imprecisi.
Ma noi ci possiamo accontentare?
Sottoponiamo, quindi, il video a una professionista di teorie e tecniche di linguaggio del montaggio, e cioè Triglia-Chiara B., che ci dà la sua valutazione:
1. L’audio in presa diretta è pessimo. È un elemento di indiscusso disturbo. Soluzione: limitarlo il più possibile, evitando di lasciarlo come base per tutta la durata del video o abbassare il volume.
2. la musica scelta come colonna sonora è musica da “muto”. Non si adatta assolutamente alla situazione descritta. E’ una musica da “stacco netto” , “tendina a nero” e “didascalie”, inoltre, è una tipologia di musica che non tollera un sottofondo d’ambiente.
3. la scelta dei sottotitoli per ovviare all’incomprensibilità delle affermazioni è ottima, bisognerebbe, quindi, pensare di metterla anche all’inizio durante il saluto che non si capisce bene (una partenza zoppa uccide tutto il lavoro…) e in altri momenti in cui non si sentono chiaramente le battute.
4. Le riprese sulla tavola, quelle che vanno da un viso all’altro e poi ai cibi, sono riprese costruite per essere elaborate in fase di montaggio non per essere riportate in “continuità”. Bisognerebbe o spezzarle oppure lavorare sulla velocità , accavallandole.
5. le zumate e sfocature sui cibi sono spiacevoli.
In sintesi, ci sono a disposizione tutti gli elementi per fare di questo video un buon video. Ma bisogna lavorarci ancora sopra, perché così com’ è non regge i 4 minuti circa della sua durata e risulta monotono.
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