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La costruzione di un video Translate in English Stampa E-mail
di fata   
domenica 15 ottobre 2006


Rimettiamo mano al montato.  Facciamo una copia del progetto vecchio e ci lavoriamo sopra. Innanzitutto cambiamo la musica. Poi  importiamo in AE alcune sequenze per usare il time remapping lavorando sulla velocità sui movimenti “di servizio”, aggiungiamo un directional blurr e viriamo in b/n le parti velocizzate. Il bianco e nero lo usiamo anche in altre sequenze. Eliminiamo alcune immagini che potevano risultare ripetitive, e ne abbreviamo altre,  aggiustiamo alcuni attacchi, creiamo degli effettini grafici semplici, operiamo una correzione colore, aggiungiamo sottotitoli e lavoriamo l’audio ambiente, splittando e tagliando oltre che  abbassandolo di volume. Aggiungiamo anche una breve sigla di coda con crawl, usando dei fermi immagine in bianco e nero dei volti dei partecipanti alla cena. Da 4 minuti di durata (3’:38” per la precisione), si passa a 3 circa.

 



Questa seconda versione viene nuovamente bocciata dall’esperto:

Questa seconda versione è più scorrevole, più dinamica, più espressiva. Tuttavia:

1. L’elaborazione delle sequenze col time remapping non è buona: è poco fluida, bisogna ancora ammorbidire i passaggi facendo attenzione che la direzione di sfocatura sia la medesima di quella del movimento (il directional blurr applicato sulle velocizzazioni dei passaggi). La scelta del bianco e nero sui passaggi velocizzati, inoltre, accentua quella impressione di rigidità cui si accennava prima.

2. Il sincrono audio/video nella parte iniziale è perfetto, questa musica è da  preferirsi largamente, ma da 1/3 in poi cade. Essendo una musica senza crescendo fa “ammosciare” i restanti 2/3 del lavoro. Soluzioni : ce ne freghiamo e la lasciamo;  cambiamo e scegliamo una musica che faccia salire un po’ il  pathos,  una musica che porti avanti l’azione ( perché nel video  di azione ce n’è veramente poca, quindi la musica più che essere un  sottofondo dovrebbe avere una funzione trainante); lasciamo quella all’inizio e poi ne usiamo una seconda.

3. Le scelte stilistiche prese sono un po’ troppe. Varrebbe a dire che titoli di testa, quadretti di cibi che si muovono  a destra e a sinistra, righe colorate che si incrociano, push, e  occhio  di bue, non hanno veramente a che fare l’uno con l’altro. Non bisogna ficcare dentro al  video di tutto e di più. Le finestrelle dei cibi sono un po’ pacchiane  e riflettono un modo di montare oramai superato da anni. Sono cose che andavano vent’anni fa (non diciamo che oggi non si possano usare, ma se si fa questa  scelta bisogna farla coraggiosamente, dall’inizio alla fine, bisogna far diventare la scelta, cifra stilistica. Usate così  non hanno molto senso). L’occhio di bue è carino, è una scelta che in cinema viene fatta a fine sequenza e se si fa una scelta di questo tipo in un video molto corto sarebbe meglio riservarla al finale, perché messa lì a 2 terzi dall’inizio non ha molto senso.

4. E’ ancora troppo lungo. 2 minuti …dovrebbe durare due minuti: non c’è nulla di meglio di una persona che vede un tuo lavoro e  pensa: capperò! però è durato troppo poco! Gli  spettatori vanno lasciati con un po’ di fame. Solo in questo modo  sono in grado di apprezzare quanto hanno gustato!