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Il trailer cinematografico Translate in English Stampa E-mail
di fata   
lunedì 10 luglio 2006

IL TRAILER DI UN FILM DRAMMATICO

CRASH, contatto fisico, regia di Paul Haggis, 2005

 Spero che abbiate visto il film, vincitore all’ultima edizione degli Oscar, perché ne vale la pena. A mio parere è uno dei film più belli degli ultimi anni. E’ un film corale (tantissimi gli attori protagonisti tra i quali Sandra Bullock, Don Cheadle, Matt Dillon, Brendan Fraser). Opera prima di Paul Haggis, già sceneggiatore.
Prima parte: presentazione.
   Il trailer, la versione italiana (non dissimile dalla originale), dura due minuti e inizia con immagini di grattacieli di Los Angeles notturne e dall’alto sulle quali compaiono due cartelli con i nomi della produzione e del regista -che viene presentato come candidato all’oscar per la sceneggiatura di Million Dollar baby- mentre la voce di uno dei protagonisti, l’agente di polizia Don Cheadle, prima fuori campo, poi in primo piano, recita una frase che pennella tutto il senso del film: “E’ il contatto fisico. In una città vera si cammina, si sfiorano i passanti, si sbatte contro la gente… qui a L.A. non c’è contatto fisico con nessuno, stiamo sempre dietro metallo e vetro.” Mentre ascoltiamo questa frase vediamo scene montate in dissolvenza di alcuni attori protagonisti ripresi in piani medi, da soli. Questo ci dice già che è un film di persone e di rapporti umani difficili ambientato in una precisa città. La musica è d’atmosfera, sono effetti, più che altro, dal sapore estraniante. Il trailer prosegue mostrando i dialoghi tra alcuni personaggi: il padre con la figlioletta, la moglie col marito, e da queste poche parole cogliamo il tipo di rapporto che c’è tra di loro. Questa prima parte, quindi introduce  personaggi, il luogo e il  tema della storia del film.
Seconda parte: azione.
  La seconda parte ci fa vedere “azioni”, ci mostra accadimenti che succedono a questi personaggi (e ne presenta altri), conosciamo il lavoro di alcuni e la condizione sociale alla quale appartengono, (in particolare dell’agente Don Cheadle- e questo ci fa pensare che il film sia comunque un  poliziesco- elemento di attrazione per una grande fetta di pubblico). Gli eventi si intercalano ancora con scene e dialoghi che continuano a darci più particolari sul tipo di rapporti che legano i personaggi e che vediamo sempre più conflittuali in seguito ai fatti che accadono. La musica cambia, si fa più ritmata, drammatica, ma torna a tratti dolce ed estraniante sui dialoghi dei rapporti interpersonali. Questa seconda parte è in crescendo e finisce col rumore di uno sparo mentre le immagini dissolvono a nero: capiamo che è successo qualcosa di grave ma non vediamo cosa e a chi, anzi, visto che lo sparo arriva dopo una scena particolare, siamo portati a credere che riguardi i personaggi descritti in quella scena precisa ma…
Terza parte: riepilogo.
Nella terza parte la musica cambia di nuovo, viene inserita la canzone principale della colonna sonora mentre vediamo altre scene e dialoghi che ci mostrano ancora le interazioni tra alcuni personaggi. Torna la voce dell’agente - che abbiamo sentito all’inizio del trailer - che recita la continuazione della frase introduttiva: “E’ il contatto fisico. Il contatto ci manca talmente che ci schiantiamo contro gli altri solo per sentirne la presenza” e mentre sentiamo queste parole vediamo scene in cui i personaggi entrano in contatto fisico, abbracci e aggressioni. L’ultima inquadratura del trailer, mentre il livello della musica sale , ci mostra una nevicata sulla città, di notte (un evento eccezionale: la neve a Los Angeles?) sulla quale compare il cartello del titolo del film e il cartello con i nomi degli attori. Il trailer finisce con il logo della casa di distribuzione sul quale la musica sfuma. Inoltre, nel video ci sono dei cartelli con frasi che sottolineano ancor di più il tema che sottende al film: “ci affanniamo a cercare risposte”, “ci complichiamo la vita”, “ma riusciamo solo a farci del male”…queste frasi sono inserite tra blocchetti di scene e dialoghi, su immagini indefinite e solo sulla musica, questo perché non si sia distratti dalla loro comprensione.
   In due minuti (83 inquadrature, 3 temi musicali, 9 cartelli titoli, 28 battute di dialogo) siamo stati informati sul tema del film, abbiamo visto i volti degli attori principali, abbiamo colto l’atmosfera, siamo stati incuriositi riguardo a qualcosa che accade e che sconvolgerà le vite dei personaggi, e possiamo anche immaginare lo stile della regia e del montaggio.