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di fata   
martedì 30 gennaio 2007


LA POST-PRODUZIONE

Una volta terminate le riprese si va in montaggio. Se una volta erano comuni suite lineari prevalentemente analogiche, oggi si preferisce montare con sistemi non lineari (NLE). Il materiale girato che non ha bisogno di ritocchi grafici viene acquisito direttamente su computer mentre il materiale che si è girato in previsione di essere lavorato con effetti viene dato ai settori grafici. E’ il caso di compositing per chromakey, titolazione, color grading, inserimenti di elementi di grafica 3D. Se nel documentario è presente un conduttore che racconta e descrive, spesso non c’è bisogno di convocare degli speakers esterni (a meno che non ci siano delle interviste di persone straniere da doppiare, nel qual caso di tratta di registrare degli over-sound). A volte si può presentare la necessità di registrare dei testi per nuovi raccordi, in seguito ad aggiustamenti o tagli o inserimenti non previsti al momento delle riprese. Una volta “steso” sulla timeline il girato nel giusto ordine del copione, aggiunto lo speaker, abbozzati i tagli e le transizioni, si fa una visione complessiva dell’opera per vedere se “funziona”. Infatti, non è detto che messo insieme il copione così com’è stato scritto basti. Non stiamo scrivendo un libro ma realizzando un’opera per immagini, con il linguaggio peculiare audiovisivo. Non è raro che in fase di visione del premontato si operino delle variazioni, anche consistenti, sulla struttura del racconto. Si possono anticipare o posticipare dei blocchi, decidere di sacrificarne (eliminare) altri, decidere che è il caso di aggiungerne altri che non erano mai stati previsti.    Il montato definitivo viene dato in copia lavoro all’autore della colonna sonora che scriverà la base musicale. Quindi, la colonna sonora di un documentario viene creata ad hoc e questo perché un documentario è un’opera unica, che ha un suo svolgimento, un filo logico preciso che il commento sonoro deve assecondare e sottolineare armonicamente. Nell’ultimo step il supporto con il documentario, spesso una cassetta digital-beta o IMX con le piste audio separate (fino a 8), viene lavorato nelle sale della sincronizzazione, dove viene aggiunta la musica e gli effetti sonori e si opera il missaggio: per la messa in onda è uso avere sul canale 1 la colonna MIX, mentre sul canale 2 si lascia solo la colonna internazionale (musica+effetti).