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Color Grading: Glow Effect Translate in English Stampa E-mail
di Paperinik   
martedì 09 settembre 2008


La realizzazione dell’effetto in pratica

Come accennato il nostro effetto limita il proprio campo d’azione alle alte luci, in modo da imitare quello che avviene nell’occhio umano quando si visualizza un’immagine con dei forti punti luminosi intono ai quali si crea una sorta di alone di luce diffusa. L’effetto che se ne ottiene è molto gradevole visivamente e non crea perdite di dettaglio nel resto dell’immagine.
Analizziamo come al solito l’effetto in dettaglio utilizzando Photoshop quale strumento per l’applicazione e la misura dei parametri. La premessa perchè tale effetto sia realizzabile è che nell’immagine siano presenti dei bianchi o quantomeno delle zone assimilabili alle alte luci, che andremo poi a selezionare.

Prendiamo l’immagine seguente, particolarmente adatta allo scopo, duplichiamo il livello con CTRL+J:


adesso selezioniamo le alte luci nel livello duplicato utilizzando il comando Threshold richiamabile da menu Image > Adjustments > Threshold ed impostiamo un valore di soglia di 220. Tale valore non è tassativo ma solo derivato dall’esperienza, nulla vieta che per la selezioni delle luci si possano utilizzare altri metodi quale i Livelli o le Curve.


L’immagine risultante che otterremo sarà la seguente:


a questo punto applichiamo l’effetto Gaussian Blur con un valore empirico di 10.0 in modo da diffondere le zone bianche selezionate:

 


Il layer con gli effetti Threshold + Gaussian Blur applicati è posizionato sopra l’immagine originale, adesso non dobbiamo fare altro che fonderlo con il sottostante, prestando attenzione al fatto che i bianchi e grigi vengano sovrapposti mentre le zone nere risultino completamente invisibili. Per ottenere questo ci rivolgiamo ad un “blending mode” specifico denominato Screen. Come già descritto nell’articolo riguardante il Bleach Bypass, il blending mode Screen agisce praticamente in modo opposto rispetto al Multiply. Per ogni canale lo Screen moltiplica l’inverso del Background e del Foreground per creare il colore risultante e da questo si ottengono dei pixel più luminosi a meno che il colore del Foreground non sia nero, in tal caso il risultato non cambia. Il tutto viene diviso per 255 in modo che si rientri nel range 0-255. L’uso classico è quello di aumentare il dettaglio in zone scure (ricordiamo che per invertire un colore l'operazione che viene eseguita è: 255 - X dove X è il canale colore Red, Green, oppure Blue). La formula del blending mode Screen è la seguente:


Dove:

R = valore risultante (pixel per ogni canale RGB)
B = layer di sfondo (Background, nel nostro caso)
F = layer in primo piano (Foreground, “Glow Effect” nel nostro caso)

Da questo deduciamo che è proprio il blending mode che fa al nostro caso ed infatti il risultato finale sarà il seguente:

 


Questo è in teoria quello che si deve fare per ottenere l’effetto Glow sulle nostre immagini. Di seguito vedremo come replicare tale intervento utilizzando i programmi di compositing e di editing della Suite Adobe, fermo restando che tale effetto è replicabile con qualsiasi software evoluto.