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Aspect Ratio - I formati video e cinematografici Translate in English Stampa E-mail
di Paperinik   
martedì 05 giugno 2007


I formati cinematografici e la TV

Inizialmente per visualizzare sul televisore 4:3 film panoramici si utilizzava la tecnica del Pan & Scan col risultato di eliminare parte dell’immagine sui bordi destro e sinistro del fotogramma (circa il 45%), procedimento che non rendeva felici i registi e direttori della fotografia di questi film ovviamente, dato che veniva stravolta, di fatto, la composizione originaria dell’inquadratura. Famoso è il caso del film “Manhattan” di Woody Allen, che si rifiutò di acconsentire a che il film fosse ridimensionato con questo procedimento. Questo diede la spinta allo studio di un procedimento migliore: il Letterboxing che preserva l’originale Aspect Ratio. In pratica si visualizzano su schermo televisivo 4:3 due bande nere in alto ed in basso rispetto al quadro con l’immagine la quale viene rappresentata senza alcuna perdita rispetto alla composizione originale.

I televisori widescreen di ultima generazione hanno un Aspect Ratio 16:9 (rapporto 1.78:1). Sviluppato fin dagli anni ’80, il 16:9 è il formato alla base dell'alta definizione (HDTV). Il 16:9 corrisponde ad un formato più largo del formato televisivo 4:3, detenendo il 33% in più di visione rispetto a quest'ultimo, inoltre il 16:9 è il formato che più si avvicina alla visione dell'occhio umano. Il formato 16:9 nasce agli inizio degli anni '80, ad opera di Kerns Powers della SMPTE, sulla realizzazione di un formato proprio dell'alta definizione il quale potesse essere “contenitore” di tutti gli altri formati cinematografici, dal 4:3 al 2.35:1.


Metodo del Pan & Scan

Di seguito vediamo un esempio di come un frame 35mm ripreso con Aspect Ratio anamorfico 2.35:1 sia ritagliato se trasportato nei formati TV 4:3 e 16:9 con il metodo del Pan & Scan, da notare le zone perse dell’immagine:

 

 


Per compensare parti importanti del frame perse a causa del taglio, in molti casi si opera uno vero e proprio spostamento del frame sul quadro in modo da visualizzare il soggetto importante in una determinata scena, da cui il nome appunto di pan/scan. Si pensi ad esempio ad un dialogo dove i due personaggi sono ai lati del frame, l’attenzione è maggiore nel soggetto che parla e quindi lo spostamento del quadro tenderà verso di esso. Questo è sicuramente il metodo peggiore e quello che porta il minor rispetto possibile all’opera di un regista o di un direttore della fotografia. Purtroppo è di uso comune, in particolar modo nella TV generalista, il rendere un opera cinematografica “storpiata” da questo metodo. L’ignoranza e la mancanza di cultura visiva degli spettatori fa il resto, portando alcune persone a pensare che “se un film non mi occupa tutta la superficie della TV sembra tagliato da due strisce nere”. Come abbiamo visto è vero il contrario.

Metodo del Letterboxing
Sempre utilizzando un frame 2.35:1 vediamo adesso come invece interviene il metodo del Letterboxing a compensare le parti mancanti di video con delle bande nere sopra e sotto i quadro:

 


Quello che si ottiene con il Letterboxing è un ridimensionamento del frame in modo da far coincidere la base con quella del quadro stesso ed il suo posizionamento verticale al centro, l’oscuramento delle parti vuote è ottenuto tramite due bande nere orizzontali. Si ha in questo modo una riduzione delle dimensioni dell’immagine del frame rispetto al Pan & Scan ma viene completamente preservata l’inquadratura e la composizione originale del film. E’ sicuramente il metodo migliore per la riproduzione su TV di un’opera cinematografica.