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di marcopac   
domenica 13 maggio 2007

La vicenda prosegue quindi con una vera e propria “guerra tra maghi”, fatta di colpi bassi, di mutilazioni sulla scena, intrighi, violenze e trappole mortali. Allo spettatore è concesso di vedere il “dietro le quinte”, ma solo fino ad un certo punto: il segreto del teletrasporto viene negato fino al termine del film, mentre vengono disseminati continuamente indizi spiazzanti, utili soprattutto a far digerire il colpo di scena finale.


Scopriamo quindi a più di metà film che Borden applica il metodo della “distrazione” spedendo Angier all’altro capo del globo, ad inseguire le sue ossessioni, ma la situazione si rovescia ancora, in quanto il suo collega mago trova nella trasferta oltreoceano l’arma finale, almeno creduta tale, per vincere la guerra dell’illusione più grande. Si tratta di un’invenzione dello scienziato Nikola Tesla, interpretato da un affascinante David Bowie: non è subito chiaro, però, se l’invenzione funzioni o meno… 
L’incredibile sacrificio finale dei due contendenti, si risolve in un parossismo di trovate spiazzanti: nessuno dei personaggi è del tutto ciò che avevamo pensato che fosse, e si termina la visione convinti di essere stati tratti in inganno dall’ultima, perfetta illusione: il cinema.

L’ossessione è sicuramente il teorema predominante del film, ed è manifestata in diversi modi: febbrile per il proprio lavoro, verde d’invidia per il successo dell'altro, ansiosa per la necessità di primeggiare.

La dedizione assoluta dei due contendenti nei riguardi del proprio mestiere, li porta sia ad infliggersi reciprocamente continue mutilazioni nel corpo,  che a mutilare loro stessi nell’anima, rinunciando agli affetti di chi li amava, in modo spaventosamente tragico e senza speranza.

Il sacrificio è quindi l’altro tema portante del film: l’arte lo richiede,  ed è un giusto prezzo, anche se mostruosamente alto, che i due sono disposti a pagare per vedere lo sguardo sognante degli spettatori, per far pensare agli spettatori di avere assistito a “qualcosa”.

C’è poi il tema dell’illusione, che sostiene la trama del film. Interessante in questo senso un passaggio nel quale il produttore, davanti all’incredibile “miracolo” fornito da Tesla, non dubita neppure per un istante di aver assistito ad una manifestazione reale, dicendo al mago “Dovrete camuffarla un po’: agli spettatori non deve essere tolto il dubbio che sia un trucco”.  In quel momento il produttore sta parlando degli spettatori dello show, ma contemporaneamente sta rivolgendosi anche agli spettatori del film, che ancora cercano di indovinare da dove salterà fuori il trucco: sarà ancora una deviazione sulle note del diario di Angier o di Borden? Oppure, un gioco di prestigio così convincente da poter sembrare vero? Oppure Tesla ha davvero creato il teletrasporto?
In realtà è proprio Tesla a costituire l’elemento di distrazione, di solito costituito da una donna avvenente. Lo spettatore continua a chiedersi se la macchina di Tesla funzioni, se Angier l’abbia davvero usata, se anche Borden ne ha fatto uso, quando invece la domanda dovrebbe essere “Come ha intenzione di usare la macchina, Angier?”.

 

Al termine del confronto tra i due maghi, avremo le risposte a tutte le domande, ma saranno davvero sorprendenti! I nostri eroi, dopo il colpo di scena, torneranno sul palco secondo la regola del “Prestigio”, ma in un modo davvero inaspettato. Nessuno dei due, però, raccoglierà un applauso. Entrambi i maghi, vittime delle loro ambizioni, verranno puniti nel modo per loro più crudele: ogni inganno sarà mostrato agli spettatori, le quinte si apriranno a mostrare, perfino a sottolineare, l’incredibile follia dei due personaggi. Perchè, come ricordato di continuo nel testo del film, la cosa peggiore che possa capitare ad un illusionista è che il suo trucco venga svelato.
  
Altro tema interessante, infine, è quello del Doppelganger, di moda nella letteratura romantica ottocentesca.
Curioso come sia questo tema a stabilire almeno una differenza (l’unica?) tra Borden e Angier. Il secondo ad un certo punto urla “non potrei mai vivere in quel modo”: è l’inconsapevole riferimento, lo scopriremo più tardi, è proprio all’incredibile metodo scelto da Borden per raggiungere la perfezione della sua illusione.   
 
Per il resto, ha ragione la giovane aiutante di entrambi (interpretata da Scarlett Johansson) ed amante di Borden, ad apostrofare i due maghi con un “vi meritate a vicenda”. I punti di contatto dei due personaggi sono infatti moltissimi: dedizione, ossessione, mancanza di scrupoli (conseguente alla crescita dell’ossessione),  scarso peso nei confronti della vita umana, compresa (forse più delle altre) la propria vita, sacrificabile sull’altare del prestigio. E sacrificabile anche quando si ha più di una vita da spendere…
Angier, ci chiediamo, è quindi il “doppio” di Borden?
Abracadabra…

A rendere la vicenda ancora più interessante è la presenza del personaggio realmente esistito di Nikola Tesla, la cui versione è molto fedele a quella storica. Tesla, croato emigrato negli USA,  era veramente un outsider, le sue invenzioni hanno stimolato la fantasia di molti scrittori moderni. Questo perché Tesla era uno scienziato serio e innovativo,i suoi brevetti sono alla base dei moderni trasformatori a corrente alternata. Ma, accanto ai suoi meriti riconosciuti,  sorgono leggende attorno ai progetti che invece gli vennero rifiutati. Per che Tesla sia davvero riuscito, in Colorado, ad accendere migliaia di lampadine a distanza, sfruttando principi ancor oggi ignoti alla scienza moderna.

Cosa aveva inventato Tesla, e perché è stato emarginato dal mondo scientifico in modo così repentino? Il film suggerisce una risposta: le sue invenzioni erano antieconomiche nel il momento storico in cui erano state ipotizzate,  perciò lo scienziato venne boicottato da governi e finanziatori. Come le automobili a vapore, che furono eliminate invece di avere uno sviluppo continuo come è successo per il combustibile fossile.