Prologo
- Danny Ocean viene interrogato dalla commissione per la libertà sulla parola.
- Danny esce di carcere
- Danny incontra Frank, il croupier
- Presentazione del braccio destro di Danny (Brad Pitt) mentre insegna a giocare a poker
- Danny contatta il suo braccio destro durante il poker, insieme spillano soldi ai malcapitati
- Danny spiega al suo braccio destro qual è l’obiettivo: i tre casinò di Benedict.
- Colloquio di Rusty e Danny col finanziatore
- Reclutamento degli undici, uno ad uno (o in coppia, come gli autisti)
- Presentazione del piano a casa del finanziatore
- Preparazione al colpo: studio dell’ambiente e dei personaggi del casinò dove risiede il caveau
- Viene introdotto il personaggio di Benedict, tramite i pedinamenti di Linus
- Viene introdotto il personaggio di Tess, sempre tramite Linus
- Danny incontra Tess e scopriamo che è la sua ex-moglie
- Danny e Benedict faccia a faccia
- Ricostruzione del caveau in un capannone (per esercitazione, ma non solo)
- Prosegue la preparazione al colpo: pedinamenti, test, studio dei personaggi
- Intoppo: il blackout di Las Vegas non è realizzabile
- Soluzione all’intoppo: viene rubato in un centro di ricerche uno strumento (“pinch”) in grado di generare una forte onda elettromagnetica per togliere per 30 secondi al corrente a Las Vegas, durante l’incontro di boxe Lewis/Klitscho.
- Altro intoppo apparente: l’attore che interpreta il russo sembra avere problemi di salute.
Atto 3
- Inizia la fase operativa del colpo
- Danny viene apparentemente bloccato in una stanza del casinò dagli uomini di Benedict
- Ogni giocatore prende il suo posto: entrano in azione tutti in sequenza, fino a portare Benedict nella sala controllo assieme a Saul
- Blackout: Linus e Danny arrivano alla porta del caveau
- Il cinese all’interno, e i due all’esterno, fanno saltare la porta del caveau
- Rusty avvisa Benedict che i suoi soldi stanno per essere rubati e lo intima di lasciar andare i ladri coi soldi, in cambio gli lasceranno metà del denaro, altrimenti bruceranno tutto
- Benedict fa entrare una squadra speciale penetra nel caveau
- I soldi sono scomparsi: nel caveau non c’è nessuno. In realtà la squadra speciale è composta dal rat pack, entra ed esce col denaro
- Benedict fa seguire il furgone che trasporta ladri e soldi
- Il furgone esplode: a bordo non c’è nessuno, era radiocomandato
- Benedict realizza di essere stato raggirato ed interroga Ocean
- Benedict si dichiara disposto a restituire Tess ad Ocean se quest’ultimo restituisce il denaro
- Tess assiste al dialogo e abbandona Benedict per correre dietro a Danny
- Danny viene consegnato alla polizia
- Danny esce di carcere sei mesi dopo
- Rusty va a prendere Danny con Tess
- Mentre fuggono via con i soldi, una macchina con due gemelli nerboruti ( i guardaspalle di Benedict) si accoda alla loro macchina. Il crimine non paga…

La trama presenta notevoli somiglianze con “La stangata”, del resto il genere “Truffa con grande cast al seguito” era già collaudato da tempo, proprio dalla prima versione di questo Ocean’s 11.
Il canovaccio si potrebbe riassumere nei classici tre atti, prologo-centrale-epilogo dove: vengono presentati i personaggi principali e secondari(Daniel Ocean, Tess, Rusty, Benedict, la banda di ladri) si conoscono le motivazioni (Rusty lo fa per noia, Daniel lo fa per Tess, Reuben per vendetta, gli altri per denaro), si sviscera la trama (viene presentato e organizzato il colpo, i truffatori si esercitano nell’interpretare i personaggi), si creano interferenze e conflitti (i soci non si fidano più di Daniel, Saul è in cattive condizioni di salute, non si può togliere la corrente), si superano le interferenze (Linus prende il posto di Daniel, si ruba lo “strizza” per togliere la corrente), si creano ulteriori interferenze e nodi (i personaggi si muovono in sincrono all’interno dell’hotel-casinò, le cose sembrano andar male, Daniel viene bloccato, Saul ha un collasso), si superano le ultime interferenze (Daniel riesce ad entrare con gli altri nel caveau, Saul ha solo finto il malessere, il colpo riesce), si risolvono i conflitti (Tess capisce che Benedict è un farabutto) e vengono sciolti i dubbi rimasti in sospeso (Daniel va in carcere, come previsto, ed è il suo alibi migliore, Benedict, sconfitto, deve rinunciare a Tess).
Ambientazione, dialoghi e ritmo sono rigorosamente realistici, al contrario della trama che è, come sempre in questo tipo di cinema, altamente improbabile, se non decisamente impossibile. In alcuni casi lo sceneggiatore forza un po’ la mano, vedi l’invenzione del “pitch” per oscurare la città: in realtà non esiste un’invenzione del genere. Salta all’occhio qualche incongruenza: Ocean/Clooney si presenta come una specie di Robin Hood, ruba a chi se lo merita per dare ai suoi amici (ma anche a sé stesso), salvo poi mettere una città al buio senza curarsi delle conseguenze (quanti morti può causare un black-out notturno in una città come Las Vegas?). E il caveau, presentato come inattaccabile, si dimostra fin troppo agevole da penetrare.
Per ovviare ad una trama fin troppo scontata nella storia e nello svolgimento, vengono inseriti dei falsi indizi (tipici anch’essi del cinema delle “grandi rapine”) per far credere che il piano sia congegnato in un certo modo, salvo poi ribaltare tutto nel finale. Ad esempio, Saul Bloom, il “truffattore” che impersona lo pseudo-russo Lyman Zerga, viene sempre dato per malato, fino a che non si è portati a credere che nel momento clou della rapina il suo cuore abbia ceduto per davvero, mentre il suo malore era parte integrante del piano. allo stesso modo funziona lo stratagemma delle riprese video nella copia del caveau, utilizzate per far credere a Benedict e i suoi che qualcosa stia accadendo nel caveau (le banconote bruciate), quando in realtà sta succedendo qualcos’altro.
Interessante la trovata per il finale, anch’essa ideata per tentare di rompere gli schemi del cinema delle “grandi rapine”. Non ci stupiamo più di tanto quando scopriamo che Danny voleva riprendersi la moglie, e siamo indulgenti (forse anche troppo) nel non soffermarci sull’ingenuità della risposta di Benedict/Garcia, un netto “sì” , alla domanda dell’avversario “Rinunceresti a Tess per recuperare i tuoi soldi?”.
Un po’ meno indulgenti lo siamo sul fatto che Benedict non riesca a recuperare in 24 ore tutto il malloppo, considerando che ogni membro del rat pack è stato filmato nel suo albergo, pur se camuffato, e che sono praticamente tutti schedati. E di alcuni di loro (Saul, Frank) conosce da subito i veri nomi! Inoltre, un pignolo come Benedict non avrebbe indagato meglio quando Saul Bloom viene riconosciuto da un tizio nel casinò e chiamato col suo vero nome?
Tutto sommato sono le incongruenze che ci si aspetta in un film di genere. La sceneggiatura ha altri pregi, tra i quali il fatto di riuscire a dare spazio ed equilibrio a tutte le star coinvolte nel progetto, con l’ovvia dominante Clooney/Ocean. Il meccanismo della rapina è ovviamente molto intricato, come una partita a scacchi dove i pezzi vengono mossi tutti al momento giusto. Peccato che non si verifichi nessun intoppo reale. L’unica difficoltà è quella iniziale, quando viene cambiato il piano all’ultimo istante, con annesso furto del “pinch” all’istituto scientifico, per far saltare la corrente in città: ma è solo una modifica al metodo, non alla sostanza. Tutte le altre interferenze sono solo apparenti, in realtà fanno parte del piano e sono tutte calcolate. Ancora una volta è sfavorevole il paragone con “La stangata”, dove Robert Redford rischia davvero di essere ucciso diverse volte prima della realizzazione del piano, salvo poi essere messo al sicuro proprio da uno di quegli espedienti (i finti agenti dell’F.B.I.) che verrà rivelato solo nel finale, proprio come accade per ogni imprevisto avvenuto nella trama di Ocean’s 11.
E, dato che siamo italiani, che non vi venga in mente di confrontare questo rat pack con l’equivalente nostrano, i “soliti ignoti” (Gassman, Capannelle e Totò), pur essendo molto più scarsi come rapinatori, vincerebbero la sfida undici a zero!