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Usando After Effects ogni buon compositor che si rispetti avrà sicuramente notato la scarsa qualità della correzione del Pixel Aspect Ratio (indicato alle volte anche con PAR o p.a.r.) quando, lavorando su una clip con pixel aventi PAR diverso da 1, si effettua il ridimensionamento della composition attraverso l'apposito switch:
Questo fa sì che la composition assuma le corrette proporzioni a video ma genera anche un fastidioso effetto frastagliato sia nella clip che nella grafica, vettoriale o bitmap che sia, applicata successivamente. After Effects infatti non effettua nessun tipo di interpolazione nel ridimensionamento ma duplica solamente le colonne mancanti creando un effetto “scalettato” simile all'aliasing.
Tale problema di visualizzazione spesso e volentieri obbliga chi lavora a modificare le dimensioni della composition e ad usare pixel quadrati (detti anche Square Pixel o PAR = 1.0), permettendo così un più fine intervento nei ritocchi ed una più soddisfacente visualizzazione nella preview della composition. Lo scotto da pagare in questi casi è che maggiori punti da lavorare significano maggior dispendio di energia da parte della CPU e maggiore memoria occupata nei RAM preview. Basti pensare ad un classico video SD PAL 720x576 PAR 1,422 ed al suo corrispettivo in Square Pixel di 1024x576, facendo un conto veloce si scopre che l'apporto di lavoro alla CPU e di occupazione della RAM aumenta di un fattore 1,422.
Non tutti sanno però che esiste un sistema per ovviare a questo problema di scarsa qualità della visualizzazione di After Effects, nelle condizioni sopra citate. La Adobe ha previsto un'opzione segreta che, se modificata come vedremo, permette l'interpolazione dei pixel rendendo praticamente perfetta la preview nella finestra della composition. I motivi che hanno fatto sì che tale opzione non sia mai stata prevista nelle preferenze del software o che non sia mai stata documentata, sono ignoti. Le ipotesi sono che abilitando tale opzione si rallentasse il lavoro in After Effects, anni addietro quando ogni ciclo macchina era vitale. Oggi che le CPU si possono permettere carichi di lavoro ragguardevoli, l'ipotesi che non sia ancora mai stata menzionata è giustificata col fatto che la Adobe non ha mai eseguito test approfonditi, specialmente con software o plug-in di terze parti. Quindi se notate qualcosa di strano sappiate che potrete sempre tornare alla vecchia visualizzazione.
Vediamo i passi per eseguire questa semplice modifica. Tutto andrà fatto con After Effects chiuso. Andiamo nella cartella:
C:\Documents and Settings\XXXXXXXX\Dati applicazioni\Adobe\After Effects\8.0
(nel caso di After Effects CS3)
oppure in:
C:\Documents and Settings\XXXXXXXX\Dati applicazioni\Adobe\After Effects\9.0
(nel caso di After Effects CS4)
sostituendo XXXXXXXX con il nome del proprio utente
Nota bene: la cartella è nascosta quindi abilitarne la visualizzazione da sistema oppure copiare/incollare il testo sopra, opportunamente modificato con nome utente, nella barra indirizzi di Explorer di Windows XP.
Aprire il file Adobe After Effects 8.0 Prefs.txt con il classico Blocco note e cercare la riga:
"Viewer Odd Zoom Quality (0=low, 1=high, 2=high except for RAM preview)" = "0"
modificare lo 0 (zero) finale in “1”:
"Viewer Odd Zoom Quality (0=low, 1=high, 2=high except for RAM preview)" = "1"
salvare e chiudere il file. Fatto.
In Windows Vista il file si trova nel seguente percorso:
C:\Users\XXXXXXXX\AppData\Roaming\Adobe\After Effects\8.0
(nel caso di After Effects CS3)
C:\Users\XXXXXXXX\AppData\Roaming\Adobe\After Effects\9.0
(nel caso di After Effects CS4)
Adesso avviare After Effects e verificare che la visualizzazione sia diventata come in figura animata sotto:
Ultima nota, l'opzione 2 prevede una interpolazione dei pixel ma non nelle RAM preview, in modo da non influenzare i tempi di rendering della composition.
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